di MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Ormai mancano solo gli zero virgola, ma il voto è esattamente quello che si era delineato nelle prime ore della notte elettorale e di cui avevano dato conto, compresi gli eletti. Un solo scostamento: il centrodestra, partito col turbo, ha leggermente rallentato, ma ha confermato di essere più in salute rispetto al nazionale. Una performance che lo premia con il 46% dei consensi, sia alla Camera che al Senato, un paio di punti sopra la media italiana.
Fratelli d’Italia è, come dire, un caso nazionale: 31% era nella notte ed è il risultato di riferimento. Gli zero virgola cambieranno pochissimo del quadro. E questo risultato apre un dibattito nel centrodestra che avrà conseguenze immediate. Anche perché la Lega non ha tenuto nessuna delle posizioni, scivolando anche più indietro rispetto alla pur cattiva performance nazionale
1.Forza Italia resta sul suo e non si avvantaggia a Terni città della presenza di un candidato suo (Nevi) nell’uninominale.
Per il Terzo polo, buono il risultato perugino tutto legato a Giacomo Leonelli, ex segretario regionale Pd, un risultato interlocutorio invece nel resto dell’Umbria, in linea con quello nazionale. I responsabili del progetto qui dovranno decidere dove andare e come andarci, tenendo presente che non è stata una partenza a tutto gas.
Il risultato del Movimento 5 stelle è inferiore a quello nazionale e conferma che l’Umbria non ha un gran feeling con gli ex grillini. L’analisi di questo voto, comunque, non potrà prescindere dal fatto che si tratta di una scelta su temi nazionali, legati a doppio filo al Reddito di cittadinanza e, in parte meno rilevante, ai bonus del governo Conte. Si tratta con ogni evidenza di un voto di protesta, che qui ha tolto consensi – lo si vedrà con l’analisi dei flussi elettorali – alla Lega, già provata dal confronto perso a destra con Fratelli d’Italia.
Nel centrosinistra non si può sorridere per nessuno scostamento. Il Pd è ancora tanto vicino al 20, poco più del nazionale, ma questa per decenni è stata una regione rossa e, a questo punto e con ogni evidenza, non intende tornare ad esserlo. Preferisce cambiare cavallo a destra (dalla Lega a Fdi), ma non direzione.
Il risultato del Pd non è nè buono nè cattivo. Il problema è che non viene indicata una prospettiva.
I cespugli a sinistra godono di discreta salute, ma sempre salute da piccoli cespugli.
Conclusione sui dati macro: il quadro politico è modificato negli equilibri non nella sostanza. Guardando all’orizzonte del voto locale, non ci sono spiragli per ottimismo a sinistra, ma c’è invece qualche campanello d’allarme a destra. Il cambiamento di equilibri va gestito con sapienza tattica e un briciolo di strategia. Sapendo che il voto, in questa stagione politica, è volatile come non lo è mai stato, segno di un malessere profondo. Sapendo inoltre, e più concretamente, che senza il voto civico, di formazioni legate a persone del territorio o direttamente al territorio, anche per il centrodestra vincente non è facile raggiungere e superare il 50% dei consensi.
Un altro tema Umbria7 aveva anticipato prima delle elezioni: il Pd era pronto a costituire un sinedrio per giudicare i segretari del partito, quello nazionale ma anche quello locale, con anziani saggi ternani in prima fila, alcuni pronti a scagliare la prima pietra (e pure la seconda).
In entrambi i casi, nazionale o locale, i risultati del Pd dicono che serve più una linea di strategia politica leggibile e di prospettiva prima (o piuttosto) di un ricambio delle persone.
Terzo tema che Umbria 7 indicava tra gli effetti collaterali immediati del voto: il candidato a sindaco del centrodestra a Terni. Il partito di Salvini ha l’8%, se tutto va bene, nel capoluogo del sud dell’Umbria. Da oggi quindi è quindi aperta la caccia a un sindaco diverso da Latini, che intercetti le simpatie e i voti di Fratelli d’Italia (che a Terni hanno raggiunto il 30% da ben poco), anche se ragionevolmente va cercato nel mondo civico di centrodestra o tra personalità super partes che abbiano un’intesa con i nuovi leader della città e di tutto il Paese.
Ps. Degli eletti al Parlamento abbiamo già detto, si attende solo la conferma ufficiale per il quarto di Fdi, Marco Squarta. La Pace non ha avuto problemi nel suo collegio al sud. Si scaldano, per entrare in Assemblea legislativa, la Sciurpa e la ternana Proietti.


