M.BRUN.
PERUGIA – Già la prossima settimana comincerà a delinearsi la nuova forma della sanità regionale, a partire dai due principali ospedali (Perugia e Terni), rinnovati al loro interno e armonizzati col territorio.
L’incontro tra Regione e Università ha permesso di puntare il faro sulle principali questioni. La razionalizzazione significa innanzitutto servizi più efficienti, anche se bisogna fare i conti con bilanci molto complicati. Ma avere due strutture di aziende ospedaliere universitarie consentirà di rinnovare e migliorare le strutture.
Naturalmente dibattito in corso: si va verso due Breast Unit, per esempio. Ciclo integrato di interventi nel tumore alla mammella, che può garantire il servizio migliore al paziente, senza, dall’altra parte, sprechi. Oppure un intervento sulla Gastroenterologia che valorizzi tutti gli aspetti della specialità (medica, endoscopica, chirurgica), però razionalizzando e sfoltendo primariati.
La battaglia contro i reparti doppione è appena all’inizio, ma anche qui bisognerà essere accorti a salvaguardare le esigenze del bilancio e quelle del servizio ai cittadini.
Un capitolo a parte resta quello del rapporto tra i due ospedali principali e i periferici dell’Umbria. Un passaggio delicato ma indispensabile da realizzare in tempi brevi (anche i sindacati hanno avuto il loro summit sanitario e seguono attentamente tutte le questioni).
Infine: da quel che si sa, pare che la sostituzione del dg Chiarelli all’ospedale di Terni sia di fatto congelata fino a subito dopo le elezioni. Salvo sorprese.


