S.P.
TERNI – Oggi è sabato, domani non si va a scuola, mercoledì si gioca a pallone.
Si fa presto a dire coniugare scuola e sport, poi quando i ragazzi lo sport lo fanno per davvero nascono mille problemi.
Sono giorni di tensione tra molte società sportive dilettanti e la lega dilettanti comitato umbro che ha stilato il nuovo calendario del campionato regionale Juniores.
Quest’anno per i ragazzi nati nel 2003, 2004, 2005 c’è una novità: la partita ufficiale si gioca il mercoledì e non più il sabato.
Il presidente dell’Olimpia Thyrus Sandro Corsi è un fiume in piena: «Facciamo tanti sacrifici per tenere in piedi il settore giovanile ma poi ci vediamo alle prese con decisioni assurde. Giocare alle 15.15, d’inverno alle 14.45, vuol dire, quando ci sono le trasferte, fare uscire i ragazzi da scuola due ore prima. Ritorno a casa ad ora di cena e magari il giorno dopo c’è una verifica in classe. Situazione penalizzante soprattutto per le società ternane».
Per ternane leggasi anche Campitello e Terni Est. Sono chiamate a 10 trasferte con una distanza superiore ai 70 chilometri.
Giorgio Proietti, è il papà del centravanti Leonardo, un dirigente accompagnatore della Olimpia Thyrus ed insegna anche elettrotecnica all’Istituto industriale. È quindi tre volte un fiume in piena: «Assurdo creare una situazione che mette di fatto in contrapposizione scuola e attività sportiva. I ragazzi si troveranno a vivere una situazione di conflitto che porterà a penalizzare o lo sport o la formazione. Il mercoledì scolasticamente parlando è perso e poi c’è anche il problema della stanchezza del giovedì. Il sabato era il giorno ideale, anche per le famiglie. I ragazzi sono accompagnati dai genitori. Era una occasione per stare insieme, per passare un pomeriggio magari anche con i fratelli. Mercoledì molti genitori lavorano, il resto della famiglia è giustamente impegnata nello studio».
Sulla logistica il presidente Corsi è pronto alla battuta: «Faremo l’autostop. Impensabile che sulle società di calcio, per di più con i costi di oggi dei trasporti, ricada anche il peso del bus per la Juniores».
In attesa del tanto sospirato matrimonio scuola e sport siamo, dunque, alla convivenza. Peraltro difficile.


