Perugia, finalmente riattiva la tratta ferroviaria Sant’Anna-Ponte San Giovanni: «Un giorno storico per l’Umbria»

Presenti la presidente di regione, il sindaco di Perugia e l’assessore ai trasporti, che hanno discusso anche del futuro della rete

PERUGIA – Alle 11.30 di martedì 13 settembre alla presenza di tutte le istituzioni regionali, provinciali e locali è partito il primo treno dalla nuova stazione di Ponte San Giovanni per la stazione di Perugia Sant’Anna. I 24 treni che giornalmente uniranno la periferia a Perugia viaggeranno su 5, 2 chilometri di linea ferroviaria rinnovata integralmente con la posa di 11 mila metri di rotaie, 19 traversine e 20 mila tonnellate di pietrisco.

Venticinque milioni di euro è l’investimento totale complessivo per la tratta Perugia Sant’anna – Ponte San Giovani che decongestionerà il traffico e che collegherà il centro storico con il quartiere di Ponte San Giovanni, quartiere che, come dichiarato dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi, subirà un’importante riqualificazione anche grazie alla realizzazione dei due Pinqua, (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, 30 milioni di euro), progettati dall’ente per il risanamento dell’area della ex palazzetti di via Adriatica, per la valorizzazione come sito culturale di primaria importanza dell’Ipogeo dei Volumni, per un insieme di interventi sinergici di edilizia scolastica, sociale e sicurezza, con consumo di suolo “zero” e recupero del patrimonio edilizio esistente, inquadrato in un percorso di sostenibilità energetica, mobilità dolce e miglioramento della accessibilità.

«Da oggi riparte il collegamento ferroviario tra Perugia Sant’Anna e Ponte San Giovanni – ha affermato la presidente della regione Umbria, Donatella Tesei, Dopo 3 anni di lavoro, 24 treni torneranno a unire quotidianamente il quartiere di Ponte San Giovanni e, passando per Piscille, il centro storico. Un giorno importante per i nostri trasporti regionali che recuperano un collegamento cruciale, utile a pendolari e turisti e che permetterà anche un decongestionamento delle arterie stradali. Questa è solo una delle importanti tappe che ci attendono, la stessa cosa è prevista per le tratte Città di Castello – San Sepolcro e Ponte San Giovanni – Terni entro il 2026 grazie al Pnrr, come assicurato dalla convenzione con RFI e dal prezioso lavoro di interlocuzione svolto dall’assessore regionale alle infrastrutture. Presto l’Umbria tornerà dunque ad essere collegata su ferro da Nord a Sud, ripristinando e rafforzando la Ferrovia Centrale Umbra».

Di giornata storica per l’Umbria ha parlato anche l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, che nel suo intervento, dopo aver ringraziato Rete Ferroviaria Italiana, ha ricordato i difficili passaggi che hanno portato “finalmente il primo treno da Ponte San Giovanni a Perugia”: «La tratta fu chiusa il 26 febbraio 2017 cinque anni e mezzo fa, in quanto la Regione e la partecipata Umbria Mobilità non erano più in grado di effettuare i lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione della linea. Il cantiere era completamente bloccato perché mancavano i fondi ed i lavori erano fermi al 20% del totale, circa 4 milioni su 25 milioni. Certo, di problemi rimasti nel complesso ve ne sono ancora, ma oggi siamo potuti salire in treno a Ponte San Giovanni, abbiamo raggiunto prima la Stazione di Piscille e poi siamo arrivati a quella di Sant’Anna. Da domani, giorno della riapertura delle scuole, saranno centinaia, speriamo gradualmente molte migliaia, ogni giorno, coloro che torneranno ad utilizzare il treno per salire nell’acropoli del capoluogo di regione».

La tratta permetterà il collegamento anche con la linea che porta verso l’Alta Valle Umbra, Città di Castello, Umbertide e quindi tutta la Perugia nord. Per Romizia, FCU è un’infrastruttura che connetterà territori e comunità locali dell’Umbria e servirà nella sua diramazione metropolitana a dare attuazione al nuovo piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), integrandosi agli altri sistemi di trasporto rapido di massa, minimetrò e Brt (Bus Rapid Transit), già finanziato per 90 milioni di euro

Eros Brega

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