Salvini riparte dai 500 di Terni, bollette, sanzioni, tifo da stadio. E tanto spazio da recuperare

Se la Meloni si presenta come futuro premier affidabile, lui fa l’alter ego del centrodestra. Dice che ha candidati solo locali. Chiede interventi economici immediati (non in stile Draghi). E si appoggia al “buon lavoro” della Tesei

m.brun.

TERNI – Vogliamo parlare del duello a distanza, il derby interno, il Milan-Inter del centrodestra?
Pronti: Salvini decide di ripartire da Terni.

Ci crede? Magari si, ma è sicuro che la Lega a Terni è obbligata a fare risultato se vuol riavere il candidato a sindaco e tenere a bada le pretese di Fdi.
La Lega e Salvini ripartono non dalla piazza (solo la Meloni azzarda adunate) ma da una cena. Intendiamoci: popolar, molto chiassosa, tanti applausi, tifo da stadio, calore vero (non solo per la temperature). Insomma: niente banchetto berlusconiano, american style, ma gente leghista, artigiani, commercianti, quelli che hanno fatto svoltare a destra l’Umbria.
In 500 e decisamente entusiasti, almeno stando al fragore dei consensi quando il Capitano alza i toni.
E’ questo pubblico il dato migliore della serata per la Lega.
Sindaco un po’ in ombra, candidati defilati, invece un posto d’onore e un discorso seguito e partecipato della presidente della giunta regionale Tesei. Ma soprattutto tantissimo Salvini. Che non si risparmia e non media.
Se la Meloni aveva mitigato temi e toni, Salvini prende tutto di petto.
Come se ormai i ruoli fossero definiti: una corre da primo ministro, l’altro da alter ego della maggioranza. Ad ognuno i suoi consensi.
E allora giù, senza un se o un ma, su sanzioni, bollette, scostamento bilancio, pensioni, ricette economiche. Linee diverse dagli accenti finanche neodraghisti di Meloni.
Ma soprattutto eccolo di nuovo il Salvini che si smarca, torna di sicuro popolare e forse anche populista. Ma l’idea è che stavolta la gente andrà a votare pensando alla propria situazione economica più che agli immigrati.
E il pezzo forte Salvini lo dedica al caro bollette con relativa digressione sulle sanzioni (“hanno fatto male soprattutto a noi”).
Sulle bollette – con ovazione della sua platea – chiede interventi immediati. Comunque, anche a costo di nuovo debito. E la Lega umbra lo segue chiedendo una riunione straordinaria dell’Assemblea legislativa.
Se la Meloni naviga col vento a favore, lui ce lo ha contro. E ha capito che deve infilarsi in ogni spazio utile per limitare il distacco. Ma quando uno è indietro ha anche il vantaggio di poter strambare dove più gli piace. Il Capitano in ogni caso è tornato. Vediamo che sa ancora fare in queste acque.
L’Umbria (e Terni in particolare) saranno un bel test.

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Elezioni, urne aperte (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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