TERNI – L’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni dà il via alla delocalizzazione delle cure oncologiche sul territorio, in collaborazione con la Usl Umbria 2 e con l’importante contributo di Roche Italia, avvicina al domicilio dei pazienti le attività e i percorsi diagnostici, assistenziali e terapeutici. Il progetto denominato Loop (Lower Umbria, Up & Down Project) anticipa quanto previsto anche dal Pnrr in tema di potenziamento dell’integrazione ospedale – territorio e rappresenta la terza esperienza in Italia. L’accordo è stato firmato il 7 settembre con avvio della fase pilota entro sessanta giorni.
«Il progetto LOOP – spiega il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni Alessandra Ascani – rappresenta un tassello importante per un nuovo modello delle cure ed è un esempio di vera integrazione ospedale-territorio al servizio del paziente, frutto di un percorso di proficua collaborazione fra l’Azienda ospedaliera e l’USL Umbria 2».
«Grazie alla ricerca oggi si contano circa 3,6 milioni di casi prevalenti di cancro in Italia e questo aumento – sottolinea il Dg Pasquale Chiarelli – impone un ripensamento dei modelli di assistenza e cura della persona malata. Tutte le strutture che hanno una forte vocazione all’emergenza- urgenza sono sotto una forte pressione e il nostro ospedale non ne è esente. Modelli integrati di assistenza e cura come questo, che non possono prescindere dal fondamentale coinvolgimento delle associazioni di pazienti e familiari presenti sul territorio, sono preziosi per supportare l’efficienza e le risorse organizzative, in linea con quanto dettato dalla missione del Pnrr sul potenziamento della sanità territoriale».
Per testare il modello organizzativo di delocalizzazione ospedale-territorio è stata prevista una fase pilota che interesserà l’area eterogenea del Centro di Salute Tacito di Terni, in quanto comprensiva sia di una parte dell’area cittadina di Terni che di alcune cittadine della bassa Valnerina (Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino) per una popolazione complessiva di circa 45.000 abitanti. Le prestazioni ambulatoriali candidate ad essere delocalizzate sul territorio riguardano in particolare le visite oncologiche di controllo (follow up) e per terapie orali, visite nutrizionali, visite psiconcologiche e prelievi ematobiochimici.


