Il consiglio comunale di Terni
Il consiglio comunale di Terni

A Terni è un “fuggi fuggi” dalla Lega

Le dimissioni e i cambi di casacca di queste ore potrebbero non finire qui

A.P.

TERNI – Il consiglio comunale di Terni sembra sempre di più tarantolato. Ormai si fa fatica a rimanere aggiornati: venerdì Valeria D’Acunzo saluta e se ne va, lunedì (ieri) Anna Maria Leonelli la segue a ruota, martedì mattina lo storico dell’arte Paolo Cicchini abbandona la Lega (già si era autosospeso) e passa a Fi. Ma non finisce qui.

Secondo i beni informati dentro la casa della Lega volano stracci, piatti e bicchieri. Ci sarebbe già un’altra partenza sul binario: non è un mistero che Federica Apollonio da tempo stia valutando di dedicarsi completamente alla sua attività di affermato avvocato. Ma ieri, durante il consiglio comunale, si sarebbe avvertito anche il malumore di Francesco Pocaforza, che pure è considerato un leghista della prima ora.

E non è un mistero neanche che tra il gruppo della Lega e i suoi amministratori ci siano un po’ di problemi. Iniziati da tempo ed esplosi con il risultato elettorale.

Il momento “depresso” della Lega si capisce anche dal fatto che i consiglieri chiamati a subentrare a quelli dimissionari starebbero già pensando di non accettare o comunque di passare a Fdi.

Paolo Cicchini, nell’annunciare il suo addio parla di marginalizzazione, «di sentirsi un peso» proprio lui: il professore dalle mille idee che in questi quattro anni è stato l’alfiere di una Lega liberale e tollerante. Proprio lui che cita anche in questa occasione Alberto Provantini (autore dello slogan “L’Italia ha un cuore verde, l’Umbria” – tra le altre cose) e l’ex sindaco di Narni De Francesco Rebotti.

Quanto sta accadendo in queste ore sembra lasciare increduli tutti, anche i consiglieri di opposizione: «Mai visto “roba” del genere, siamo a dinamiche del tutto inedite tra chi si dimette per liberarsi e tra chi si riposiziona. L’assoluta mancanza di qualità del centrodestra è ormai palese. Hanno parlato per anni di quelli di prima, del governo delle sinistre, ma questo andirivieni è sintomo di inconsistenza».

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