R.P.
PERUGIA – Dopo la manifestazione del giorno precedente, martedì 11 ottobre i rappresentanti degli studenti della Sinistra universitaria – Udu Perugia hanno incontrato l’assessore Paola Agabiti e Luigi Rossetti, commissario straordinario Adisu Umbria. Sul tavolo i dettagli della grave crisi abitativa che sta colpendo gli studenti del capoluogo umbro insieme alle proposte concrete da mettere in campo per arginare l’emergenza.
«Abbiamo chiesto di mettere in campo le nostre proposte per arginare quanto prima l’emergenza – racconta in merito Margherita Esposito, coordinatrice della Sinistra universitaria, in una nota – Innanzitutto pretendiamo che sia avviata una ricerca urgente di nuovi posti letto per tutti gli studenti idonei non beneficiari, che in questo momento sono stati tagliati fuori dal servizio abitativo. Riguardo a questo la Regione ha affermato di aver finanziato un bando per la ricerca di disponibilità alloggi presso privati. Sono stati stanziati 600.000 euro per la ricerca di nuovo posti letto presso strutture alberghiere, ostelli, b&b e stabili di proprietà privata da prendere in regime di locazione con l’obiettivo di coprire quanti più posti possibili fra gli idonei non beneficiari di posto letto. Tuttavia non è stato indicato un termine temporale per il conseguimento dell’obiettivo, né se sarà possibile predisporre posti letto per tutti gli idonei, perciò permane ancora molta incertezza sulla risoluzione del problema. Inoltre, la Regione ha affermato di aver stanziato 750.000 euro per un ulteriore integrazione fino a 1500 euro della borsa di studio per gli studenti idonei non beneficiari. Crediamo che questa sia una soluzione utile a tamponare la crisi nell’immediato, ma deve essere accompagnata da misure strutturali, come un concreto piano di investimenti per la residenzialità università. Abbiamo inoltre richiesto che tale contributo venisse aperto anche a chi si trova nelle medesime condizioni di disagio e dunque a tutti i fuorisede e i pendolari con disagio e che il tetto massimo di richiesta sia innalzato fino a 30.000 euro. Tuttavia su queste ultime richieste non ci sono state aperture da parte della Regione. Chiediamo anche l’istituzione di un tavolo di crisi composto da Comune, Regione, Università, Adisu e rappresentanti degli studenti, che possa concertare le azioni volte alla risoluzione dell’emergenza abitativa. In questo caso la Regione è stata favorevole a partecipare, perciò chiederemo un’audizione anche al Comune. Infine, Abbiamo avanzato altre due proposte che potrebbero contribuire a risolvere il problema sul lungo termine: il rifinanziamento di Gimo, il nostro progetto di mobilità notturna, grazie alla quale gli studenti potrebbero prendere una stanza in affitto anche in periferia, senza rinunciare alla vita serale e aggregativa che si svolge perlopiù nel centro storico; un osservatorio permanente cittadino e regionale che monitori costantemente la quantità e la tipologia di locazioni per segnalare eventuali fattori di rischio o irregolarità. In questo caso non abbiamo ricevuto da parte della Regione risposte concrete, e in generale non abbiamo riscontrato un vero e proprio impegno e ci sono state date poche garanzie sulla fine dell’emergenza. In tutto questo clima di incertezza molti studenti continuano a non avere un luogo in cui stare, arrangiandosi come meglio possono, abbandonati, almeno per il momento, dalle istituzioni che avrebbero dovuto garantirgli un diritto fondamentale come quello della casa. Come sindacato studentesco continueremo a lavorare per dar voce alle istanze di questi studenti».



