TERNI – Al momento ci sono almeno un paio di gol da rimontare in vista della conferenza dei servizi del 3 novembre, quella decisiva per l’autorizzazione del progetto stadio-clinica presentato mesi fa dalla Ternana e fatto proprio dal Comune di Terni. Ma, come è noto, l’ultima parola alla Regione.
Si annuncia una seduta indigesta per i sogni del presidente Stefano Bandecchi che, da parte sua, ha sempre creduto nel progetto di edificazione del nuovo stadio grazie ad un conto economico reso sostenibile dalla convenzione con il servizio sanitario regionale per quanto riguarda la clinica.
Ecco. Le indiscrezioni annunciate alcune settimane fa da Umbria 7 trovano in queste ore nuove conferme.
La sequenza: realizzazione della struttura, accreditamento della medesima, convenzione, non può essere scardinata. In sostanza non si può concedere direttamente la convenzione insieme all’autorizzazione. Queste le prime convinzioni dei tecnici regionali, ma ora arriva anche un parere illustre. Quello del super esperto consultato proprio dalla Direzione regionale della Sanità: l’ex ministro Renato Balduzzi. È lui a mettere nero su bianco che l’unico provvedimento autorizzatorio che può arrivare dalla conclusione della conferenza dei servizi è l’ok alla realizzazione della struttura.
«Ogni ulteriore passo prescinde dal potere relegato alla Conferenza medesima». C’è addirittura «una impossibilità giuridica».
Da buon consulente, Balduzzi suggerisce, oltre al percorso normativo e consequenziale, ipotesi da approfondire come quella di un istituto pubblico-privato che svolga specifiche attività.
Ma a ben vedere non si tratta di una scorciatoia, in quanto anche in questo caso il pubblico deve individuare il socio privato con una procedura di evidenza (appunto) pubblica.
In estrema sintesi non è possibile alcuna corsia preferenziale per il progetto di Bandecchi. Neanche le normative legate alle facilitazioni nazionali per la realizzazione degli stadi possono dipanare velocemente il nodo della clinica.
Resta ora da vedere se giovedì – in conferenza dei servizi – le convinzioni dei tecnici e dei consulenti arriveranno senza alcun paracadute politico o se invece si cercheranno ulteriori soluzioni.
Certo è che mancano davvero poche ore per tentare di riacciuffare un risultato compromesso.
Il 7 novembre – comunque – scadono i termini entro i quali la Regione deve rispondere all’istanza della Ternana.

