di Carlo Favetti
FERENTILLO (Terni) – Dal volume “Ferentillo Segreta Storia di un Principato – i luoghi dell’Arte e dello Spirito – l’abbazia di San Pietro in Valle Suppegna”, ho approfondito nella descrizione, in special modo per quanto riguarda l’abside, e la copertura in affresco realizzata dal cosiddetto “maestro di Eggi”.
Questo pittore umbro – spoletino che ci ha lasciato un vasto patrimonio di dipinti sparsi un po’ ovunque, soprattutto in valle spoletana, Valnerina, oltre al paese di Eggi (chiesa di San Michele Arcangelo). Lo ritroviamo però qui trionfante nell’abside della chiesa abbaziale di San Pietro in valle Suppegna a Macenano di Ferentillo per l’esattezza. Di questi affreschi in abbazia abbiamo possibili datazioni che attestano la sua attività dal 1435 al 1451, così anche alla chiesa di San Severo e in quella dei Santi Giovanni e Paolo a Spoleto; nella chiesa di San Valentino a Ceselli di Scheggino; probabilmente anche nella cappella rupestre della Madonna del Rosario a Terria di Ferentillo (secondo me). Spostandosi più su, verso Norcia, si trovava un trittico alla chiesa dell’ eremita a Piedipaterno di Vallo di Nera, ma purtroppo trafugato; altra opera presso la chiesa di San Francesco sempre a Vallo. Della sua scuola abbiamo opere a San Giovanni di Borgiano e a Santo Stefano di Matrignano. Ma ritorniamo alla presenza del maestro in questa chiesa abbaziale. I dipinti, come detto, occupano tutta la parte absidale compreso il catino: Il Cristo Maestro attorniato da angeli; Madonna col Bambino tra angeli, Santi, eremiti, apostoli. Tutta l’opera è datata 1445. Il dipinto centrale ha due finestre strette a mo’ di feritoia con stroncatura interna. Il grande affresco e’ disposto su quattro registri di esecuzione. Nella calotta absidale, parte alta, come detto, il Cristo Maestro inserito in una mandorla di nubi con la mano destra Benedice e l’altra regge il libro aperto dove e’ scritto: EGO SVM/ VIA/ VERI/TAS/ ET VI/TA QUI SEQVUNTVR NON /AMBVLANT /IN TENEB/RIS. La figura del Cristo, e’ attorniata da sei angeli in atto di adorazione recanti incenzieri. Nel secondo registro e’ rappresentato: da sinistra tre Apostoli; la Madonna col Bambino e angeli; seguono altri tre Apostoli; sotto e’ scritto SANCTVS MARTIALIS ABB. …SANCTVS ELAVTERIVS ABBAS…SANCTVS LAZZARVS ABBAS. Al centro primeggia, sul trono, San Benedetto con libro aperto poggiato sul ginocchio tra SANCTVS PLACIDVS che porge la Mitria e, San Mauro che porge il pastorale. Seguono altri tre monaci di cui uno e’ identificato per la scritta sottostante: SANCTVS JOANNES ABBAS. L’ultimo registro e’ risolto con decorazione a forme geometriche con evidenti tracce di affresco precedente. L’ attribuzione al cosiddetto Maestro di Eggi e’ data da alcune analogie stilistiche con i dipinti eseguiti presso San Michele Arcangelo di Eggi. Fuori dall’ abside, ossia sul pilastro a destra, troviamo raffigurata una Santa Scolastica con la scritta: LASTICHA VIRGO BENEDICTI SOROR 142 (1420) dipinto fatto eseguire dall’ Abate Paolo Ancaiani come recita la scritta posta in alto ABBAS PAVLVS D. ANCAIANVS; segue un San Benedetto da Norcia con la scritta: S.BENEDICTVS DE NVRSIA; San Mauro Abate, un altro monaco e Santa Ottavia: SAN MAVRVS ABBAS, S.TA OCTAVIA VIRGO. Siamo di fronte a opere di un’artista secondo me di grande talento che ha saputo dare voce e immagine a persone e personaggi della chiesa, in un periodo certamente burrascoso e contraddittorio quale essere quello del XV secolo, dove la spiritualità era a servizio dei potenti.




