E.P.
PERUGIA – Da giorni sembra non si parli d’altro. Il pranzo di pesce in un ristorante di Gubbio, le «scene apocalittiche» di vomito e dissenteria, con tanto di foto e audio a confermare i malori – compresi gli svenimenti – delle decine di persone (un gruppo di pescatori) in fuga verso il bagno.
Sarebbe anche inutile raccontare l’antefatto, ormai cristallizzato nell’immaginario collettivo, se non fosse che è vero come c’è chi si sia sentito male dopo quel pranzo con il pesce pescato in Adriatico e cotto nel locale, ma che il resto è uno scherzo il cui autore ha già chiesto scusa, dopo l’eco nazionale ottenuta. Oltre ai post dei diretti interessati (e c’è chi promette querele), a mettere la parola fine allo scherzo in stile Amici miei è stata la Usl Umbria 1: «In riferimento agli eventi riconducibili ad un pranzo collettivo a base di pesce che sarebbe avvenuto lo scorso 2 ottobre a Gubbio – si legge in una nota -, il pronto soccorso dell’ospedale di Gubbio – Gualdo Tadino ha registrato 3 accessi di persone che hanno partecipato al suddetto convivio ma con sintomatologie non riconducibili a tossinfezioni alimentari, tra cui una persona che è stata visitata per aver riportato una lieve ferita dopo un incidente stradale e che, dopo gli opportuni controlli, è stato dimessa. Nessun caso di malattia infettiva o di intossicazione alimentare è stata segnalata, neppure in via ufficiosa, al servizio di igiene e sanità pubblica della sede di Gubbio dell’Usl Umbria 1».
Insomma, scherzo riuscito, media beffati ma l’onda è partita. E sui social è iniziata l’unica sfida divertente. Quella ai meme, alle immagini, ai post più riusciti per raccontare l’apocalisse di Gubbio.
Qui, alcuni di quelli trovati in rete e su Facebook, addirittura su pagine notissime come Spinoza e Commenti memorabili: per quelli senza firma, ci si scusa con gli autori, ripagati però da una gloria imperitura.











