La castagna umbra, un bene da tutelare e promuovere come eccellenza

L’impegno a favore dell’economia e del territorio

di Massimiliano Pezzella

PERUGIA – Da quanto emerso dalle audizioni della Seconda Commissione dell’Alta Valle del Tevere e dai suoi massimi esponenti si sta avviando un iter per far riconoscere e dunque promuovere la castagna Umbra come prodotto tipico e di identità territoriale.

La commissione presieduta da Valerio Mancini insieme ai sindaci ed amministratori locali dell’Alto Tevere, con la presenza di Confagricoltura e Coldiretti ha chiaramente deliberato di voler promuovere il prodotto della castagna a livello qualitativo e dunque annoverarlo tra le eccellenze provenienti dal territorio. La “castagnicoltura” quindi l’estrazione e poi il procedimento della raccolta e conservazione delle castagne è peculiare del territorio umbro come tradizione culturale tramandata dagli avi fino ad arrivare ai giorni nostri. L’idea è quella di riunire un Consorzio per far sì che i produttori raggiungano un tetto massimo di produzione capace di rendere il prodotto umbro e nostrano unico nel suo genere. A spiegare l’iter per il raggiungimento della registrazione come marchio tipico è stato Federico Mariotti del Parco Tecnologico 3A. Il riconoscimento spetta in ultima analisi al Ministero delle Politiche Agricole. Si sta facendo di tutto per poter portare in auge il nome della castagna umbra con annesso procedimento e processo di produzione e vendita. Viene sottolineato in oltre di come in Umbria ci siano ad oggi la bellezza di 450 ettari destinati alla prosperità e alla coltivazione della castagna con annessi alberi, il territorio di massima produzione riguarda quello di Monte Santa Maria Tiberina. 123 ettari sono del Comune di Spoleto, e 112 di Città di Castello. In Umbria sono presenti all’incirca 168 operatori del settore tra Spoleto e Città di Castello. In commissione è stato dichiarato che: “Valorizzare il prodotto attraverso il marchio IGP vuol dire anche tutelare il territorio e le imprese agricole. Come Commissione ha assicurato il presidente Valerio Mancini ci faremo promotori con le tre associazioni agricole per la predisposizione e costituzione di un fascicolo contenente le varie relazioni richieste per il riconoscimento del marchio: storica, socio-economica e tecnica e quindi per il disciplinare di produzione. A fine mese prevediamo un nuovo incontro per fare il punto su questa importantissima tematica”. Ideali per la raccolta delle castagne sono anche i Monti Lepini e i Monti Cimini. In Umbria la raccolta delle castagne si estende un po’ in tutta la regione. Castagneti sono presenti a Spoleto, sui Monti Martani come sopradetto, Serano e Subasio, e in particolare nei boschi di Montebibico, nella zona della Vallocchia e di Pompagnano. Ricche di amido e di proprietà nutritive, le castagne umbre possono essere gustate in moltissimi modi: semplicemente al forno, trasformate in farina o come protagoniste di zuppe e primi piatti, il gusto deciso e poco zuccherino le rende infatti un ingrediente molto versatile con cui sbizzarrirsi in cucina. I vini da abbinare devono essere giovani, meglio se si tratta di vini leggermente frizzanti per sgrassare la bocca. Congeniali sono il Lambrusco, il Sangue di Giuda, il Barbera del Monferrato , la Barbera D’Alba o i locali vini novelli e dolci delle Cantine Goretti a Perugia o della zona del Sagrantino a Montefalco.
La castagna insieme ad un buon vino può essere considerato un binomio perfetto.

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