La sanità è già a un bivio: spesa farmaceutica eccessiva e 6 milioni prestazioni da abbattere senza che ancora ci sia il piano

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | Due emergenze: la prima viene dalle precedenti amministrazioni e per decenni non si è trovata soluzione, ma ora non si può più rinviare. Sulle liste di attese il numero è abnorme, ma c’è anche il ritardo. Il 30 ottobre ultima chiamata per Coletto e D’Angelo

di Marco Brunacci

La sanità subito a un bivio e non è neanche metà ottobre. Il Pd regionale, tutto intero, piglia una statistica nazionale e la butta nella mischia: l’Umbria risulta la seconda regione in Italia per spesa farmaceutica pro capite. Per saperne di più, affezionati lettori, abbiate la pazienza di rileggere gli articoli sulla sanità di Umbria7: la spesa farmaceutica, insieme agli acquisti parcelizzati, è la malattia della sanità regionale. Con una attenuante risaputa che però è da considerare un po’ logora: l’Umbria è anche la seconda regione in Italia per numero di anziani e relative patologie, e per numero di disabili. Perché l’attenuante è logora? Perché in Umbria resta sproporzionato l’utilizzo di farmaci carissimi, come pure le prescrizioni sono da considerare in generale eccessive. Con continui rimpalli tra medici degli ospedali e medici di medicina generale. Lo ha certificato per ultima, ma molto autorevolmente, la Corte dei Conti.

Il Pd ha fatto bene a sottolinearlo perché la nota del principale partito di opposizione ha il sapore anche di un’autocritica. Infatti la questione è la medesima da decenni, segno che nessun governo (centrosinistra o centrodestra) è riuscito a scalfire il gigante del debito sanitario. Con l’attenuante del minor tempo avuto a disposizione per il centrodestra. Idea bipartisan: far partire una crociata per la diminuzione della spesa farmaceutica, dandosi un tempo preciso per ottenere risultati. Così si farebbero gli interessi degli umbri, non quelli della propaganda.

Ma ecco qua che s’avanza un’altra emergenza: il piano per l’abbattimento delle liste d’attesa è ancora nella mente dell’assessore Coletto e del dg regionale D’Angelo, sul quale tante speranze si fondano. Il piano è indubitabilmente complicato: ci sono 6 milioni di prestazioni richieste alla sanità umbra da smazzare. E’ un numero abnorme, molto di più della media nazionale pro capite. Il numero di anziani e disabili spiega fino a un certo punto. E’ evidente che dal lato della richiesta manca appropriatezza.

Scarso senso del bene comune da parte dei cittadini? Un eccessivo “lasciamo fare” da parte dei medici di famiglia? Non si sa. Ma è certo che bisogna correre ai ripari. E il piano è in ritardo (or si parla, come ultima data, del 30 ottobre). Più avanti di sicuro non si può andare. Si faccia sentire anche l’opposizione. Queste le due sfide sulle quali l’Umbria si gioca un pezzo di futuro.

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