Legambiente suona l’allarme smog per Perugia: già 11 giorni (su 35 ammessi) oltre il livello di inquinamento dell’aria. Rischi stop al traffico

Le valutazioni dell’associazione ambientalista su 13 città, tutte con “score” negativi: per il capoluogo umbro +36% per Pm10. E ancora non ci sono le caldaie in azione. I record assoluti di Milano, Torino e Padova

m.brun.

PERUGIA – Legambiente suona l’allarme smog anche per Perugia. Il capoluogo umbro è una delle 13 città monitorate nell’ambito della campagna Clean cities. Dal risultato complessivo risulta che nessuna delle città monitorate rispetta i valori suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per le polveri nell’aria (né Pm10 né Pm2,5 e neanche l’NO2).

Per il Pm10 Perugia va relativamente bene, ma fa segnare comunque +36% rispetto alla soglia, tanto anche se relativamente poco rispetto al 122% di Milano, con Torino appena sotto (+121%). Sul dato Pm2,5 Roma ha il 123% di sforamento rispetto al 300% di Milano.
Ma un dato deve far riflettere Perugia riguardo al Pm10, in riferimento alla soglia di 35 giorni da non superare con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo, con almeno una delle centraline.
In 3 delle 13 città analizzate, i 35 giorni sono già realtà in questo speciale score negativo: Torino, Milano e Padova, maglie nere in questa classifica. Ma a 25 giorni è già arrivata Parma. a 23 Roma, a 15 Palermo e Prato, subito dopo ecco Perugia: 11 giorni oltre la soglia con almeno una delle centraline, peggio di Firenze, per dire una città di solito è molto penalizzata dallo smog e non ha il vantaggio della tramontana “etrusca” di Perugia.
Quindi massima attenzione da qui alle prossime settimane, con potenziali stop al traffico sempre possibili.

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