Morte e resurrezione dell’area di Monteluce, Paribas annuncia: missione compiuta. Ruspe in azione, tutto nuovo entro il 2027

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Chiusi i conti con il pesante passato, che sembrava impossibile da cancellare. Il risultato più limpido ottenuto da Tesei e dal suo governo promette di dare nuovo sviluppo a Perugia nord. Si attende ora la stessa tenacia e determinazione su altri dossier (sanità per primo)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Monteluce, ex ospedale di Perugia, morte e resurrezione di un’area che sembrava destinata ad essere il monumento al degrado e che invece tornerà un avamposto di sviluppo per il nord della città (insieme con via del Giochetto, sulla quale sta lavorando l’Universutà), cancellando anni di scelte sbagliate.

La novità si legge in una nota di BNP Paribas, l’istituto di credito che gestisce il Fondo Monteluce e che ha inviato la lettera di informativa a Regione, Gepafin, Università di Perugia e Fondo dinamico.
La nota riassunta in un due parole: missione compiuta. Tutto entro il 30 settembre come promesso. Il mare di debiti è il passato, tutti hanno avuto quello che avevano pattuito, ora si tratta di guardare insieme al futuro.
E anche su questo la nota di Paribas aggiorna sulla situazione: “Il Piano prevede il completamento e/o la riqualificazione di molti lotti del comparto e la dismissione, entro il 2027, delle opere completate”.
Il che significa che non solo gli obiettivi che dovevano essere raggiunti, guardando al passato, sono stati raggiunti, ma è anche chiaro quello che fare d’ora in avanti, inclusa una bozza di cronoprogramma.
Nell’area di Monteluce verranno realizzate le opere che sono state concordate e verranno dismesse entro il 2027. Essendo le opere in questione impegnative e venderle, sia al pubblico che al privato, un lavoro che prevede tempo, ecco che diventa indispensabile mettere al lavoro le ruspe già da quest’anno, al massimo nei primi mesi del prossimo.
Per la presidente Tesei forse uno dei più limpidi risultati della sua azione di governo. Ci ha creduto, si è spesa di persona, non ha mai pensato di ricavare un dividendo politico dai fallimenti del passato, e ha messo in campo il Fondo governativo giusto (Amco), insieme a una non comune tenacia e determinazione. Doti che si attende di vedere ancora all’opera su altri difficili dossier di fine legislatura (la sanità su tutti).

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