di Arianna Sorrentino
PERUGIA – «Non riuscivo a trovare una stanza per dormire e per vivere. Ero preoccupata. Ma alla fine è andata: ho accettato una camera con un letto matrimoniale che condivido con una ragazza che prima non conoscevo». Sara racconta ad Umbria7 la sua esperienza durante la manifestazione organizzata da Sinistra Universitaria Udu in piazza Italia nel tardo pomeriggio di lunedì, dopo l’incontro in cui si erano già evidenziati i gravi problemi degli affitti.
Non un caso è stato il luogo scelto per la mobilitazione che ha avuto come obiettivo quello di lanciare un messaggio alla Regione Umbria: i ragazzi scesi in piazza lo hanno fatto montando delle tende, a simboleggiare l’essere stati lasciati letteralmente per strada dalle istituzioni. Alcuni di loro poi hanno passato la notte in macchina nel parcheggio della Cupa per mostrare solidarietà nei confronti dei loro coetanei che ancora non hanno un alloggio. Sara ha ventuno anni e per trovare casa ha dovuto aspettare i risultati del test di medicina, usciti il 29 settembre. Test superato ed è iniziata la corsa all’affitto. «Sono di Varese e sono scesa qui a Perugia insieme a mia mamma che mi ha aiutato nella ricerca della stanza. Ogni mattina guardavamo siti su siti per vedere se c’erano nuovi annunci», continua.
Una ricerca complicata quella di Sara, così come tanti altri studenti, e che ha portato Perugia a vivere una vera emergenza abitativa. Le case in affitto sono poche. Le strutture messe a disposizione dell’Adisu – agenzia per il diritto allo studio – coprono 696 posti a fronte dei 1700 che ne hanno diritto: questo significa che tutti i restanti – idonei non beneficiari – si sono dovuti rivolgere ai privati per trovare un alloggio adeguato alle loro esigenze. In più, c’è da considerare l’aumento notevole degli iscritti all’ateneo perugino: circa 10 mila iscritti in più rispetto all’epoca pre pandemica. «Le case che ho visto erano fatiscenti – continua Sara – una casa aveva il pavimento allagato e una perdita sul soffitto. Le altre erano principalmente in zona stazione e non me la sono sentita di sceglierle. Così ho preferito una camera doppia a Madonna Alta insieme ad una ragazza che ho conosciuto durante la ricerca». Intanto in sottofondo durante l’intervista, gli studenti in piazza urlano a gran voce: «La casa è un diritto». Ma di situazioni assurde Sara ne ha viste parecchie. «Un signore anziano mi ha proposto una stanza nella casa in cui vive. Ma il patto era che dovevo aiutarlo con le faccende domestiche».
LA PROTESTA
“Studenti senza casa” organizzata dalla Sinistra Universitaria – Udu Perugia ha visto protestare per il diritto alla casa che «per gli studenti UniPG e UniStra non è più garantito – spiega l’Udu -: più di 600 studenti con difficoltà economiche non avranno il posto letto ADiSU; non si trovano più stanze nel centro storico e gli affitti sono alle stelle, molti studenti non hanno un posto in cui stare. La Regione sapeva dell’emergenza ma continua a non fare niente per risolvere la situazione. Nel frattempo L’ADiSU sta commettendo numerosi errori che hanno paralizzato il diritto allo studio. Per lanciare un segnale molto forte monteremo delle tende in piazza per dimostrare che la Regione ci ha lasciato per strada, letteralmente. Inoltre ci fermeremo per la notte a dormire in macchina in segno di solidarietà per quegli studenti che sono costretti a dormire in questo modo (abbiamo raccolto numerose testimonianze) perché sono stati esclusi dai collegi universitari, nonostante ne avessero diritto».






