R.P.
PANICALE (Perugia) – Inaugurata sabato 29 ottobre la nuova sede della Comunità residenziale socio-educativa per minori stranieri non accompagnati di Tavernelle, struttura che accoglie il servizio Sai Masna di cui dal 2014 sono titolari il Comune di Panicale e il soggetto gestore Arcisolidarietà ora d’aria onlus Perugia.
Il progetto, sostenuto dal fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo del ministero dell’Interno, è rivolto ai minori stranieri non accompagnati richiedenti/titolari di protezione internazionale e in generale a minori stranieri non accompagnati in quanto cittadini di paesi terzi o apolidi di età inferiore ai 18 anni che entrano nel territorio degli Stati membri dell’Unione Europea senza essere accompagnati da una persona adulta responsabile per essi.
Con questo proponimento si garantisce ai ragazzi un percorso di integrazione, nonché la crescita, l’emancipazione, la conquista dell’autonomia, della loro libertà di azione, di sicurezza e indipendenza anche al di fuori del progetto in campo culturale e lavorativo. Quella di Tavernelle è l’unica struttura del genere nella provincia di Perugia e ha una capienza di quattordici posti in una elegante palazzina d’epoca appena restaurata, dedicata ai giovani di età compresa tra i 16 e i 17 anni circa.
«La nostra è un’attività intensa», ha spiegato la responsabile della comunità Anna Caffio e fondamentale rimane la partecipazione del territorio: «Tanto più è accogliente la comunità circostante – ha dichiarato la responsabile – tanto più crescono le opportunità per gli ospiti».

La nuova sede di Tavernelle dunque vuole essere uno spazio «non solo per l’accoglienza, ma anche un luogo di incontro e di conoscenza di ragazzi minori stranieri con i propri coetanei che vivono sul territorio, uno spazio aperto alla cittadinanza per costruire insieme azioni e interventi per i giovani».
A rafforzare questo concetto è stato il sindaco Giulio Cherubini:. «Invito le associazioni – le parole del primo cittadino – a proseguire lungo la strada della partecipazione e dell’integrazione. Questo spazio si va ad aggiungere alla costruenda rete di servizi volti a dar vita ad una comunità civile e partecipata».


