R.P.
PERUGIA – Si sarebbero spacciati come componenti di una “speciale sezione di polizia giudiziaria” e guardie zoofile, effettuando identificazioni e posti di blocco con palette e lampeggianti. Sono diciassette gli indagati per cui la procura della Repubblica di Perugia ha chiuso le indagini, ipotizzando i reati di usurpazione di funzioni, falsità ideologica, truffa aggravata e minacce.
Gli indagati sono appartenenti a un’associazione di volontariato, con sede a Monte Santa Maria Tiberina, in provincia di Perugia, e sedi a Passignano sul Trasimeno e Panicale. L’associazione è riconosciuta con servizi di protezione civile, assistenza alla popolazione, ausiliari del traffico e servizi ambientale, ma i suoi tesserati coinvolti nell’inchiesta avrebbero usurpato le funzioni di polizia giudiziaria, arrivando anche redigere verbali per violazioni amministrative, verbali di ispezione di microchip dei cani e dare prescrizioni in materia sanitaria sulla detenzione degli animali. Negli anni, ricostruisce ancora la procura, l’associazione era riuscita ad accreditarsi con diversi Comuni, svolgendo anche servizio di sicurezza in occasione di concerti ed eventi, scortando gli ospiti e identificando i partecipanti agli eventi stessi. Nel corso delle perquisizioni, sono stati rinvenuti e sequestrati giubbetti antiproiettili, divise con gradi, lampeggianti, palette, manganelli, pugnali, manette, una centrale radio. Secondo quanto accertato, i componenti dell’associazione indossavano divise con gradi, molto simili a quelle delle forze dell’ordine e si muovevano su auto con lampeggianti. Il presidente dell’associazione, inoltre, avrebbe attestato a un Comune umbro di aver svolto in passato servizi boschivi anti incendio a favore dell’Afor, l’Agenzia forestale regionale, e il servizio di controllo zoofilo e ambientale. In questo modo, ricostruisce ancora la procura, la Regione, tratta in inganno dalle involontarie non vere attestazioni del Comune, continuava a erogare fondi all’associazione, per un totale di 20mila euro.


