TERNI – Una sequenza di sangue. Tre accoltellamenti e una rapina particolarmente violenta hanno risollevato il problema della sicurezza in città, con uno scontro politico duro e per certi versi inaspettato. Persino il gruppo della Lega – che pure amministra la città – chiede maggiori controlli.
Tutto prende il via da un barista aggredito all’alba da due giovanissimi, quindi a seguire gli accoltellamenti nelle comunità di immigrati, con un ventenne di nazionalità marocchina ricoverato in prognosi riservata al Santa Maria dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico urgente a causa di lesioni al torace.
Partono così le prese di posizione politiche. Il primo. Ad intervenire è Valdimiro Orsini di Azione che parla di fallimento sul fronte sicurezza: «Occorre che le istituzioni preposte si attivino. La situazione non può andare avanti così». E ancora: «Il sindaco nella fase iniziale del suo mandato si è fatto paladino della sicurezza in città ma la verità è che la situazione è pesante e dall’amministrazione comunale non è arrivato nessun contributo fattivo».
A seguire i Cinque Stelle che scomodano i dati: «Oltre 6mila denunce, quasi 2mila per furti. Sesso a pagamento e spaccio i crimini più preoccupanti. Lo dice il report del Sole 24 Ore. Numeri che certificano il fallimento totale della giunta Latini. La prima e più importante promessa mancata della Lega».
A seguire la posizione del Carroccio che rivendica la sicurezza come propria «Priorità programmatica». Il gruppo consigliare si dice preoccupato e chiede una «pronta risposta».
«Cinque anni fa ci siamo presentati – scrivono i consiglieri leghisti – tenendo alte le bandiere del decoro urbano e della vivibilità della città a fronte delle macerie lasciate dalla sinistra del dissesto. Ebbene, molti risultati sono stati ottenuti ma ora occorre un balzo in avanti per quanto riguarda la sicurezza». Per la Lega gli episodi riguardano “per lo più le comunità immigrate”. La Lega chiede anche iniziative locali sul fronte dell’ordine pubblico e della prevenzione: «Vogliamo che le istituzioni preposte si attivino magari con un ruolo da protagonista della nostra amministrazione comunale».
In sostanza di notte coltellate, di giorno cazzotti tra le forze politiche: tutti a chiedere al Comune di fare di più.


