Terni, detenuti danno fuoco a una sezione del carcere

La rivolta nel pomeriggio di domenica: «La scusa, un secchio di vernice negato»

TERNI – È stata incendiata e devastata la sezione H della struttura penitenziaria di vocabolo Sabbione. L’episodio di violenza è stato denunciato dal Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria): «Un detenuto avrebbe voluto un secchio di vernice per pitturarsi la cella ma, al comprensibile rifiuto del poliziotto, lo ha aggredito con violenza, istigando gli altri detenuti alla protesta violenta. Gli stessi, italiani e stranieri, hanno dato fuoco agli oggetti nelle celle ed hanno distrutto completamente la sezione. Ciò ha determinato una situazione di allarme che ha coinvolto tutti i colleghi, anche quelli di congedo e riposo che sono accorsi a dare manforte a chi era in servizio».

«Anche i detenuti di un’altra sezione , la M, hanno iniziato a protestare – ha riferito Fabrizio Bonino, segretario nazionale umbro del Sappe – perché il fumo derivato dalle fiamme accese li stava investendo». In conseguenza dell’accaduto due poliziotti penitenziari sono ancora al pronto soccorso ed altri dieci sono stati refertati per colluttazione ed inalazione del fumo dei materiali incendiati.
Ferma la denuncia del Sappe: «Si tratta – sottolinea in una nota – di eventi già ampiamente preannunciati dal sindacato per la mancanza di personale e di una struttura inadeguata alla vita penitenziaria: ormai si tratta di una sezione inagibile sotto ogni profilo, chiediamo un sopralluogo tecnico da parte del Prap (Provveditorato amministrazione penitenziaria) e una visita ispettiva da parte dell’Asl per valutarne l’idoneità sotto il profilo dell’igiene e della sicurezza dei luoghi di lavoro».
Il carcere di Terni ospita un totale di 517 detenuti a fronte di una capienza massima di 416 ed è suddiviso in quindici sezioni. Tra cui il cosiddetto “carcere duro” , sezione in cui si sono verificate undici aggressioni ai danni del personale solo nel corso del 2021.

Il conservatorio Briccialdi di Terni è ufficialmente statale

L’11 per cento delle famiglie umbre non riesce a pagare le bollette. Emergenza per bar e pizzerie