S.P
TERNI – C’erano un po’ tutti ma forse qualcuno è stato di troppo. Pochi giorni fa a Terni il Grande Oriente ha inaugurato in via Roma una casa massonica. Il 27 settembre le autorità erano tutte in prima fila al taglio del nastro (come dimostrano le foto pubblicate da www.grandeoriente.it).
Tra queste il vescovo Soddu. Sì, proprio il pastore della Diocesi che nonostante secoli di contrapposizione risorgimentale, nonostante le differenze tra deismo e teismo, è andato in visita pastorale ai discepoli del Grande Architetto.
Una presenza riportata dalle cronache senza tanti commenti.
Ma i problemi sono iniziati ben presto. Il caso ha voluto che per il giorno dopo l’inaugurazione del
luogo di ritrovo dei Fratelli, fosse convocato il consiglio pastorale. Seppur con il garbo dovuto a quel consenso, in quella occasione sarebbero emerse critiche per la presenza del vescovo nella sede dei grandi nemici del secolo passato.
Una cosa è il confronto, un’altra è l’inaugurazione di un luogo massonico.
Monsignor Soddu avrebbe parlato di una sua leggerezza e in un certo senso avrebbe concordato sull’inopportunità.
Ma non è finita tra le mura della diocesi. Un vescovo in casa massonica ha destato l’attenzione del Fatto Quotidiano e anche di Radio Maria.
Il Fatto ci ha inzuppato il pane rammentando che in più occasioni la Chiesa ha sancito l’incompatibilità tra tonache e cappucci. Il Fatto rammenta in particolare le prese di posizione del Sant’Uffizio a guida Raztinger.
Più teologica Radio Maria che calca l’accento sulle visioni trascendentali completamente diverse.
Il vescovo, nelle ultime ore, parla di «strumentalizzazione».
In città, soprattutto nei salotti, ci si divide ma neanche tanto. In fondo lo scambio di visite è uno dei fondamentali di ogni buon salotto.
Foto di www.grandeoriente.it


