R.T.
TERNI – È stato realmente un lunedì da leoni per la Lega e il Pd che si sono riuniti per analizzare il voto delle politiche.
Riunioni ognuno a casa propria, naturalmente. Non è un momento facile per i due partiti che a Terni hanno provato l’ebrezza del 30% e che ora lottano per continuare ad avere un ruolo.
Ha iniziato la Lega nel tardo pomeriggio. Scontro totale tra gli amministratori e i segretari. Il sindaco si è presentato con i suoi assessori, i segretari Veller e Maggiora con il capogruppo Brizi, l’ex senatrice Alessandrini e un manipoli di militanti. C’era anche Enrico Melasecche in veste di battitore libero. Il sindaco e gli amministratori accusano il partito di non sostenerli politicamente, i segretari accusano gli amministratori di non averli supportati nella campagna elettorale.
Volati stracci e anche parole grosse, così come la reciproca accusa di parlare con i giornalisti.
Per i segretari così si va diritti al 3%, per gli amministratori l’8% alle politiche non fa testo, convinti di prendere molto di più alle prossime amministrative del 2023.
Per una sera clima più disteso in casa Pd con ritorni eccellenti come Andrea Cavicchioli, Giacomo Porrazzini e Feliciano Polli.
Leopoldo Di Girolamo ha analizzato lo scenario internazionale. Paolo Raffaelli ha lodato la posizione di responsabilità del partito sulle vicende Asm (il Pd non ha fatto le barricate all’ingresso di Acea, anzi). Il capogruppo Filipponi ha chiesto che venga istituita una delegazione per iniziare fin da subito le trattative con M5s e Azione. Il segretario Spinelli non deputato, ma non più dimissionario, si è detto concorde ed ha dato il via alle operazioni di faccia a faccia. Davvero troppo presto per capire le reazione di Cinque Stelle e Azionisti.


