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Twitter, la guerra e la Bce. Sognare costa poco

L’analisi di Angelo Drusiani

di Angelo Drusiani

TERNI – “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io/ fossimo presi per incantamento/
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento/ andasse al voler vostro e mio/…
…e quivi ragionar sempre d’amore,/ e ciascun di loro fosse contenta…”

Un sogno di Dante Alighieri che si rivolge a due poeti suoi contemporanei, Guido Cavalcanti e, presumibilmente, Lapo Gianni, coinvolgendoli in una ipotetica uscita in barca (vasel) assieme alle donne di cui, probabilmente, erano innamorati. Obiettivo parlare con loro e tra di loro d’amore, per la gioia delle citate donne, ma, soprattutto, di loro tre. Un sogno, peraltro che, allora come oggi, ricorre spesso nei pensieri del genere umano, a prescindere dall’età di chi sogna. Anch’io ho sognato ad occhi aperti. E anch’io ho pensato ad un’uscita in barca, una di quelle eccessive di oggi. Perché i tre personaggi che ho immaginato salpino con la barca stessa, occupano, oggi, spazi rilevanti nella società mondiale. Due di loro sono governanti di due Paesi dell’est europeo, uno dei quali con anche una parte consistente in Asia. Mentre il terzo siede su una poltrona altissima in Occidente, al di là dell’Oceano Atlantico. Non a ragionar d’amore, ma di ben altri argomenti. Come trovare una via d’uscita dalla guerra tra Russia e Ucraina, in scena da oltre sei mesi. Un incontro (o scontro) rilevante, perché le distanze tra di loro non sono solo chilometriche. Fino ad ora è mancata la fiducia reciproca, elemento essenziale per avviare una trattativa tutt’altro che semplice. Ma nulla è impossibile al genere umano, sia nei momenti in cui prevalgono arroganza e cattiveria, sia in quelli in cui sono il rispetto e il desiderio di convivenza a prevalere. È certamente abbastanza facile ragionare in questo modo, se non si ricoprono ruoli di responsabilità verso tutti. Facile scrivere e prospettare sogni o altre situazioni umane che ci coinvolgono, come in questi sei mesi di guerra del tutto inattesa. Molto più complessa è la decisione di recedere da talune scelte strategiche, ritenute peraltro irrinunciabili. Distruzioni, decessi, timori sul futuro ravvicinato e lontano: la storia ci ha consegnato non una, ma moltissime situazioni simili. Che l’umanità ha superato, in non pochi casi dimenticato, perché la sopravvivenza è il fulcro della vita stessa, per la maggior parte delle donne e degli uomini. Mi verrebbe da chiosare “vuolsi così cola dove si puote ciò che si vuole…”. Ma rischierei di passare per un cultore del Poeta fiorentino, mentre sono solo un amante della poesia. Il colmo è che alle Scuole superiori mi diplomai in Ragioneria.
C’è anche un presente che prescinde da quanto accade nel vecchio Continente, stretto tra timori di allargamento del citato conflitto, di dipendenza eccessiva da materie prime, da timori sui costi invernali. Per non parlare della carenza di piogge. Ebbene oltre Atlantico, dopo mesi di trattative, il miliardario americano Elon Musk ha concluso l’acquisto del social network Twitter per 44 miliardi di dollari. È giunta a “casa base”, termine tipico degli incontri di baseball, quando si segna un punto, e visto che si parla di Stati Uniti è quasi doveroso, una vicenda assai lunga, come tempi di conclusione, pendenti nel frattempo e risolti anche risvolti giudiziari. La prima decisione del nuovo Presidente della Società è stata il licenziamento di quattro importanti dirigenti della società, tra cui l’amministratore delegato Parag Agrawal. “L’uccellino è libero” ha subito “twittato” l’imprenditore. Ecco le due facce della stessa medaglia; guerra in Oriente europeo, battaglia anche giudiziaria per il controllo di un’importante società, oltre Atlantico, negli Stati Uniti. Anche da noi, va riconosciuto, il modello di vita non è mutato granché. Ma oltre Atlantico continua “più bello e più superbo che pria”, lontane come sono le persone dallo scenario di guerra, che, peraltro, non le ha mai coinvolte, in loco, nei tempi recenti, con l’eccezione dell’attentato alle Torri gemelle del 2001. Dulcis in fundo, si fa per dire, giovedì scorso nuovo aumento del tasso di riferimento deciso dalla Banca Centrale Europa, a rimorchio, ma in questo caso, anticipando analoga decisione che la Banca Centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve, prenderà il prossimo due novembre. Probabilmente identico anche il livello del nuovo incremento del valore. No comment sulla data di rilascio del dato.

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