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Clinica privata a Terni, Gambino in campo. E spunta anche il nome del gruppo Liotti

Colloquio con il ceo di Cidat. Occhi puntati sul nuovo piano dei fabbisogni regionale

di Francesco Petrelli

TERNI – Maurizio Gambino, Ceo di Cidat contattato in merito alla possibilità dell’apertura di un clinica a Terni, dopo il bombardamento mediatico per la querelle clinica-stadio e con la sua proverbiale affabilità ci illustra il suo pensiero. «Noi come Cidat abbiamo l’autorizzazione che ovviamente non da nessun diritto se prima la struttura non è stata costruita, arredata e con le risorse umane a disposizione, solo successivamente si può richiedere il convenzionamento. L’iter è stato sempre questo e non ha subito nessun cambiamento nel tempo».

È tema di questi giorni la possibile ridistribuzione dei posti letto con circa più o meno novanta posti letto e bando a partire da febbraio o coinvolgimento di una clinica preeesistente con un distaccamento a Terni escludendo il bando. Solo la Regione nel nuovo piano sanitario regionale può concedere questa possibilità. 
Sono rumors o è una concreta realtà che finalmente l’Umbria del sud possa avere una propria clinica privata?
«Su questo argomento è difficile sbilanciarsi ma sicuramente saremmo pronti anche noi a far parte della contesa, Bandecchi è un grande imprenditore e ha fatto bene a provare ad ottenere il giusto spazio per portare un’attività di specialità e di ricerca a Terni ma la procedura purtroppo non è quella consona, nessun convenzionamento può essere concesso prima di costruire la struttura». 

La Domus potenzialmente potrebbe essere una location appetibile?
«Terni è priva di questi servizi e la posizione della Domus potrebbe essere strategica, zona con requisiti come spazi verdi, posti auto, un bar da riaprire e vicinanza con il nosocomio cittadino. Potenzialità da integrare con servizi che il comune dovrebbe mettere a disposizione, dal supporto per i famigliari, sia di trasporto e soprattutto di pernottamento. L’ex Milizia è un punto di partenza ma con tutti gli immobili da riutilizzare e la possibilità di sfruttare le risorse del Pnrr l’impatto economico e occupazionale diventerebbe un’occasione irripetibile. Minimo cento posti di lavoro e un nuovo futuro di assistenza sanitaria per la città di Terni. Fino ad ora le mete gettonate sono state il Lazio, la Toscana e l’Emilia Romagna dove tante famiglie per qualsiasi intervento hanno dovuto impegnare ingenti spese. E’ il cosiddetto turismo sanitario che ormai fa parte della nostra epoca. L’amministrazione comunale di Terni ha avviato una campagna di sensibilizzazione per migliorare la situazione dell’Umbria del sud ed è ora che si passi dalle parole finalmente ai fatti».

Anche Narni pronto ad un restyling in attesa del nuovo ospedale di Cammarata vede nuovi scenari di specializzazione soprattutto ortopedici che potrebbero anch’essi unirsi a Terni. Dott. Gambino sarebbe pronto a collaborare con altri imprenditori per la clinica a Terni?
«Certamente si, come ho già precisato siamo in possesso dell’accreditamento e restiamo sempre in attesa che la Regione si esprima per migliorare i servizi sanitari per Terni, per gli anziani di oggi e non solo e per le generazioni future vorremmo solamente il meglio. Terni ha una grande possibilità da non perdere per uscire da una stagnazione ormai più che decennale. Attendiamo anche noi se ci sarà il coinvolgimento della clinica Liotti, del Prof.re Gino Capito o del Patron Bandecchi o la Regione continuerà a lasciarci a bocca asciutta e isolata nel prossimo futuro».

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