Il Merisi di Placido: quell’amore che vince su tutto

L’approfondimento di Carlo Favetti

di Carlo Favetti

TERNI – L’inquisitore Louis Garrel non troverà nessun elemento per dissacrare l’Arte di un eccelso anche se l’Eccelso aveva tutti i requisiti per essere condannato “Inquisitio superior regit”.L’ombra di Caravaggio di Michele Placido l’ho visto due volte al Politeama Lucioli in Terni.

Due volte perché prima sono uscito dalla sala numero uno perché al primo intervallo avevo avuto un attacco di panico. L’effetto del primo tempo è stato quasi devastante per me, conoscendo a fondo la vita dell’artista e, avendo poi visto alcuni anni fa il film di Derek Jarman, che non se ne distacca molto anche se del Jarman l’ho apprezzato di più. (Ho postato su fb una mia considerazione in merito, invitando amici e conoscenti a recarsi al politeama per seguire il docufilm. Un commento di Riccardo Siano mi ha incuriosito in quanto affermo nel suo intervento “Insalatina”. Preso alla sprovvista e dalla
curiosità, mi sono informato e ho verificato che Riccardo aveva ragione: al Merisi è stato attribuito il dipinto da Luigi Patrizi de La Madonna dell’Insalata che produsse nelle Marche). Madonna dell’Insalata perché la Vergine porge dalle sue le mani al Bambino Gesù alcune tenere foglioline di verde insalata; ma sembrerebbe il fatto certo che il Merisi sia stato foraggiato, durante l’opera con
pasto a base di insalata). Una parentesi doverosa questa tanto per rimanere in tema. Ma torniamo al docufilm di Placido. Louis Garrel l’inquisitore, possiamo dire che è il personaggio centrale più dello
stesso Scamarcio (Il Merisi). la finale e’ storica anche se l’ombra dell’ inquisizione, troppa, condiziona tutta la sceneggiatura. Abbiamo scoperto attraverso questo docufilm che a Michelangelo Merisi da Caravaggio non piacevano gli uomini ma i ragazzi. Una vita sregolata? macchè una vita normale per l’epoca tra gli artisti ruotanti attorno alle corti pontificie dove la bellezza era la forma più ricercata non solo per avvicinare l’uomo al divino. Lo stesso Cardinal del Monte, adulatore e mecenate del Merisi, si fa carico delle debolezze Caravaggesche, assecondando fino al punto di finire tra i sospetti eretici della Santa Inquisizione. Del Monte, secondo Jarman rimane un mecenate, secondo Placido in quel fatidico
“incontro” carnevalesco romano, qualcosa in più dal Merisi certo gli sarebbe piaciuto, oltre che alcune tele all’epoca considerate blasfeme e perseguibili di eresia. La diversità del Merisi in questo docufilm è
celata e messa in secondo piano, tranne per una sola scena che lo ritrae con il suo garzone di bottega; l’intimità è evidenziata da un bacio rubato svincolato dalla telecamera. Certamente tutto il meglio
del Merisi il suo essere artista il suo essere ribelle e diverso in tutto, viene evidenziato nel dipinto nascosto nella galleria privata dal Cardinal Scipione Borghese “Amor Vincit Omnia” (1602/1603) dove
lo stesso inquisitore Garrel scoprirà in tutti i sensi la vera anima del Merisi e ciò che lui stesso propone con quel tipo di pittura. Una rivoluzione senza precedenti nell’epoca in cui l’arte era legata a certi vincoli e dogmi di fede. Nell Amor Vincit Omnia ( a Berlino) Il ragazzetto dotato di ali, la sua apertura movimentata delle gambe quasi come volesse scendere dal cielo, è rappresentato tra vari oggetti tutta simbologia artistica, vera, fresca e rassicurante come violino e liuto (musica), un’armatura (guerra), corona (potere), squadra e compasso (il disegno), penna e dei fogli scritti (letteratura), fiori e alloro (amore per la natura). Questi oggetti abilmente raffigurati che sembrano reali tridimensionali, sono come detto sovrastati dal citato Cupido il quale con un accennato sorriso sembra addirittura calpestare: è lui al di sopra di tutte le cose. Il fanciullo è fiero del suo corpo e del suo messaggio intrinseco volto alla bellezza, la purezza, la semplicità ma nello stesso tempo brama quella voluttà di essere ammirato, toccato e perchè no! anche adorato quel dio pagano che si contrappone alle figure emblematiche delle
sacre scritture: inammissibile all’epoca. Il michele delle ombre impersonificato da quel fanciullo. forse un ermafrodito o chissà quale misterioso gioco ha colto di sorpresa l’artista nello scegliere quale
soggetto che meglio lo avesse raffigurato. Al Merisi piacevano i ragazzi. Una scena del docufilm, l’attore protagonista Scamarcio, posa con il posteriore scoperto, una scelta azzeccata, che non disturba;
possiamo dire, secondo noi vera, accettabile, considerando le varie scene di sangue prodotte e mostrate nel film. Un Caravaggio a volte con accentuato romanesco, a volte delicato, a volte violento e sensuale. Amico – amante del Ranuccio e di fanciulli. L’artista delle prostitute e dei barboni dei ladri, degli ubriaconi. L’artista per eccellenza che seppe dare vita e dignità a cose e persone emarginate e
oppresse, immortalando nella storia.

Carmine Belfiore, ex questore di Terni, nominato questore di Roma. Il prestigioso incarico dal 5 dicembre

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