di Marco Brunacci
PERUGIA – Volete sapere cosa può aiutare l’economia umbra per il Pil nel quarto trimestre così decisivo per l’immediato futuro?
Il turismo e l’aeroporto del boom dell’incoming e questo ci sta. Ma subito dopo l’Università.
Sicuri? Sentite: l’Ateneo umbro sta tornando, in questi giorni, ai fasti degli anni migliori.
Il record era intorno ai 33mila studenti in presenza. Ma le Università lungo lo stivale erano molte di meno.
Da subito quest’anno si raggiungeranno, dopo l’incubo Covid, i 30/31mila in presenza. Un balsamo per l’immobiliare e il commercio.
Lo sanno bene a Perugia, dove è ripartita la caccia di posti letto per studenti, storture del mercato comprese.
Le immatricolazioni sono ancora in corso. Ma il trend è già evidente. Contro un calo di indice nazionale almeno del 3%, qui l’incremento sarà doppio. Non meno del 6%, salvo sorprese.
E questo a fronte di una concorrenza tra Atenei sempre più agguerrita e il braccio di ferro con le Università digitali.
Il tutto in un contesto di crisi per le famiglie che hanno difficoltà a mantenere il figlio-studente fuori sede.
A onor del vero anche la Regione ci ha messo del suo e ci ha investito.
Ora si tratta di tornare a fare dell’Università una ricchezza primaria per il territorio, contro tutti gli scettici di professione. Insieme qualità e progetto, eccellenze e visione. Che il rettore Oliviero spenda ogni suo sforzo in questa direzione non si può negare.


