TERNI – Palazzo Donini boccia un progetto che giuridicamente non poteva essere attuato «relativamente alla tipologia di percorso unico che era stato avanzato dal proponente privato e recepito dal Comune di Terni». E questo, per il consigliere regionale del Pd era inevitabile: «Nonostante sia stata fatta montare una trepidante attesa, l’esito della Conferenza dei servizi che si è tenuta in Regione sul caso stadio – clinica di Terni, era del tutto scontato e questo semplicemente perché è buona norma non andare oltre ciò che è consentito dalla legge». Durissimo il commento di Paparelli: «Solo degli sprovveduti o degli incompetenti in malafede, sia dal punto di vista tecnico che politico-amministrativo, potevano alimentare per mesi vane aspettative su questa vicenda, pur di prendersi la scena, così come è successo nel caso dell’assessore regionale Melasecche e del sindaco di Terni Latini».
Per il consigliere dem non c’era nemmeno bisogno di ricorrere a superconsulenti: «Non è possibile condizionare la realizzazione di uno stadio al convenzionamento pubblico di 100 posti letto presso una clinica che ancora non esiste. Sin dall’inizio, consapevoli di ciò, avevamo suggerito ai proponenti di valutare strade alternative di compensazione finanziaria per la realizzazione dello stadio». Paparelli spiega che «in sostanza dalla Conferenza dei servizi viene rimarcato quanto stabilito dal decreto legislativo 502 e da una dgr del 2018, cioè che allo stato attuale è possibile accreditarsi e ottenere il convenzionamento con la sanità pubblica solo dopo aver costruito una struttura sanitaria».
E ricorda che si potevano e si possono percorrere strade alternative per raggiungere totalmente o parzialmente gli equilibri finanziari per il nuovo stadio, sia attivando sinergie pubbliche con la Ternana calcio, a partire dall’utilizzo della legge dei canoni idrici destinati all’impiantistica sportiva, sia mettendo a disposizione per strutture sanitarie private, strutture pubbliche già esistenti , come gli immobili dell’ex Milizia di Terni. «Ad oggi forse sarebbe rimasto in sospeso solo il tema del convenzionamento e – conclude Paparelli – il traguardo del nuovo stadio sarebbe più vicino invece di rimanere solo un miraggio».


