presentazione centro Tule Unistrapg

Sguardo rivolto al turismo slow-cult: nasce a Perugia il centro Tule

Promosso dall’Università per stranieri vedrà nascere in primavera un convegno sui turismi danteschi e il lancio del primo progetto di trekking dedicato al sommo poeta

F.C.

PERUGIA – Presentato venerdì 4 novembre il neonato Centro per il turismo letterario promosso dall’Università per Stranieri di Perugia, organismo di studio, ricerca e promozione su turismo e parchi letterari che, per l’occasione, ha debuttato in questi giorni con un seminario di studi e un convegno internazionale in corso a palazzo Gallenga.

Per l’Italia e il movimento dei Parchi letterari sarà una grande opportunità per promuovere il proprio modello operativo e al tempo stesso per confrontarsi con quelli degli altri paesi europei, mentre gli studiosi di Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera e Germania metteranno le loro esperienze (prevalentemente legate ai musei letterari) a confronto con le nostre. In Italia al momento sono circa 80 i Comuni coinvolti nel movimento dei parchi legati alla nostra produzione letteraria, e fuori dall’Italia costituisce una realtà di spicco la Norvegia, che ne ospita tre, mentre in Francia se ne sta costituendo uno e un altro è allo studio in Belgio.
Hanno portato il loro saluto al convegno odierno il rettore dell’Università per stranieri di Perugia Valerio De Cesaris, il presidente dei parchi letterari Stanislao de Marsanich ed Ezio Menchi, vicepresidente di Uniser Pistoia, che si dedica a ricerca, innovazione e alta formazione e che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’ateneo di palazzo Gallenga per sostenere le attività del centro Tule.

presentazione centro Tule Unistrapg

«La nascita del centro Tule – ha sottolineato De Cesaris – rappresenta per il nostro ateneo l’opportunità di svolgere ricerche innovative in un campo ancora poco frequentato dagli studi accademici, con una prospettiva di apertura internazionale, che appartiene alla storia e alla missione dell’Università per stranieri di Perugia».
«Ci proponiamo di coniugare – ha spiegato il direttore del Tule Giovanni Capecchi, docente Unistrapg – cultura, ambiente, economia e tradizioni locali, storia e storie di uomini e donne che hanno caratterizzato tante piccole e piccolissime realtà che oggi, grazie a studiosi e letterati, possono rappresentare un sicuro motivo di interesse per un nuovo tipo di turismo, che definirei slow-cult e che noi intendiamo promuovere attraverso un rapporto diretto prima di tutto con i Comuni e le comunità locali. Si tratta di un movimento nato non molti anni fa, ma che negli anni è cresciuto e ha giocato e può giocare un ruolo sempre più importante».
«Una delle ragioni per cui crescono i viaggi culturali e i viaggi nei luoghi dell’ispirazione letteraria – ha aggiunto de Marsanich – è che il visitatore vuole vivere esperienze originali del luogo, non omogeneizzate. Non vuole conoscere solo nomi e date, ma interpretare il territorio e farne​ parte così come ne fecero parte scrittori e poeti. È fondamentale quindi insistere sulla qualità dei servizi per introdurre alla storia, alla cultura, all’ambiente e ai monumenti di una località. Chi arriva in treno, in camper, a piedi, in moto o in bicicletta o in viaggio di studio, non solo trova nei parchi letterari tutti o quasi tutti i servizi di cui ha bisogno, ma scopre perché quel luogo è unico rispetto a tanti altri. Le risorse storiche, culturali e ambientali di una comunità sono insostituibili. Se è vero che il paesaggio culturale è oggi al centro dei piani per rilanciare il turismo, è importante che sia accompagnato nella sua naturale evoluzione da una politica condivisa di riscoperta e tutela dell’ambiente. A 100 anni della legge sul la tutela del paesaggio ispirata da Benedetto Croce, è questo per noi un impegno quotidiano per appassionare il visitatore e il residente proprio alla tutela di quel paesaggio fotografato dalla sensibilità di uno scrittore o di un poeta, ma che è necessariamente in evoluzione; è un racconto inseparabile dalla località che li ospita. Sono i luoghi stessi ad aver comunicato le sensazioni che hanno ispirato tanti romanzieri, e che nelle loro opere offrono a loro volta un modo inedito d’interpretazione dello spazio, in un equilibrato connubio tra paesaggio, patrimonio culturale e attività economiche, in cui l’esperienza del passato rivela una proposta per il futuro».
«Uniser Pistoia – ha concluso Menchi – intende dare al programma sul turismo letterario un contributo sostanziale e di lungo orizzonte. Ne condivide gli obbiettivi di ricerca, di approfondimento culturale, di riscoperta, valorizzazione e crescita dei luoghi e dei territori, nonché l’effetto sul turismo di qualità e sull’economia di prossimità. Qualche ricaduta, anche nel territorio di Pistoia, lo possiamo già misurare e documentare. Esso coniuga in modo nuovo, originale – in una rete potenzialmente estesa ai Paesi d’Europa – letteratura, autori, contesti geografici ed umani, nuovi modelli di economia. Un programma che ci entusiasma perché non si limita ad evocare il futuro, lo costruisce».

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Gli eventi di questi giorni costituiscono la prima, importante tappa di un percorso che porterà Tule ad organizzare in primavera un convegno sui turismi danteschi, che ha in programma di lanciare il primo progetto di trekking dedicato al sommo poeta, che avrà l’Umbria come protagonista, in un percorso che si snoderà tra Gubbio e Foligno, toccando anche Assisi e la stessa Perugia.​

Un fucile da softair, foto di repertorio Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

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