Stadio-clinica, ora Terni spera nel nuovo piano sanitario regionale

Tra delusione e voglia di continuare a lottare per la realizzazione dell’opera da 50 milioni di euro

R.T.

TERNI – Il giorno dopo la Conferenza dei servizi che ha in sostanza stoppato l’accoppiata stadio- clinica, Terni ha il mal di testa. Tante le aspettative andate deluse, tanti gli scambi di accusa sulle responsabilità del fallimento dell’operazione da 50 milioni di ero, tante le interpretazioni sul pronunciamento dell’ultima seduta della conferenza autorizzatoria. Un parere che è stato definito dallo stesso presidente della Ternana Bandecchi non soddisfacente (per usare un eufemismo).

In no al binomio clinica-stadio ha smontato il piano economico finanziario come commentato a caldo dal vice presidente Rossoverde Paolo Tagliavento. C’è un unico spiraglio, a quanto sembra di capire: occorre modificare il piano sanitario regionale inserendo la previsione di una nuova clinica privata. Sì, una clinica in quello strumento di pianificazione regionale che in queste settimane è in fase di adozione dall’Assemblea regionale. Al momento però non risultano emendamenti né da parte della giunta Tesei né dalle forze politiche che siedono nell’aula di palazzo Cesaroni. Nel parere pronunciato dalla Conferenza dei servizi, il Psr è l’unico percorso previsto. Teoricamente Bandecchi può iniziare anche domani mattina a costruire la sua clinica, ma si tratterebbe di una struttura valida solo dal punto di vista edilizio. Fabio Paparelli, consigliere regionale del Pd non aveva dubbi sulla bocciatura: «Solo degli incompetenti potevano alimentare per mesi vane aspettative su questa vicenda». Per Paparelli era chiaro da subito che non era possibile autorizzare una clinica laddove il piano sanitario non lo preveda. Il consigliere del Pd punta il dito contro l’assessore regionale Melasecche e il sindaco di Terni Latini, accusandoli di aver suonato la grancassa senza avere per le mani uno straccio di spartito.

Carico di amarezza, invece, il comunicato del primo cittadino Latini, che parla di «sorpresa per il risultato». Il sindaco rivendica ancora una volta che quanto di competenza del Comune è avvenuto in tempi rapidi facendo intendere che l’intoppo c’è stato a Perugia. Latini sostiene di continuare ad interloquire con la governatrice Tesei per un riequilibrio della sanità regionale. Picchiano duro i Cinquestelle. Il consigliere regionale Thomas De Luca dice che dalla Regione arrivano pareri favorevoli solo per i fanghi di fogna facendo riferimento al potenziamento dell’impianto di Maratta. De Luca invoca addirittura la Terni – exit dichiarandosi pronto a guidare la battaglia per salutare l’Umbria. Il consigliere comunale (M5S) Luca Simonetti sottolinea il risultato molto deludente: «Una città presa in giro, una campagna d’odio verso coloro che avevano chiesto in tempi non sospetti di approfondire le questioni amministrative e autorizzatorie».

«Il risultato è che imprenditori come Bandecchi – conclude Simonetti – trovano ostacoli per stadio, clinica, centro sportivo».

Tace, ancora per il momento, il super assessore regionale Enrico Melasecche che a Perugia siede nella amministrazione Tesei e che a Terni è stato uno dei grandi sbandieratori del progetto Bandecchi. Un silenzio comunque destinato a durare poco, dato che Melasecche ha annunciato per sabato pomeriggio una diretta Facebook sull’intera vicenda.

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