Stop clinica-stadio: a Terni cala il gelo

Il silenzio delle forze politiche è più assordante dell’amarezza di Bandecchi

R.T.

TERNI – E a sera sulla città cala il gelo. Dei sei mesi di enunciazioni roboanti, di chiamate alle armi contro la burocrazia lenta, di dichiarazioni speranzose, non sembra essere rimasto niente. Almeno fino alle 20 nessuna presa di posizione politica a commento dello stop di fatto alla clinica convenzionata che nelle intenzioni della Ternana dovrebbe sorreggere il piano economico finanziario per la realizzazione del nuovo stadio.

La difficoltà delle forze politiche è per certi versi comprensibile, soprattutto per quanto riguarda quei partiti che hanno in mano sia il governo delle città che della Regione (ente che ha scritto la parola definitiva nella Conferenza dei servizi). Impossibile dire – a questo punto – che sia mancato il collegamento politico tra Terni e Perugia quando per mesi proprio su quest’asse si era fondato l’ottimismo sugli esiti della Conferenza dei servizi.

Silenti anche le opposizioni che in molti casi sono passate dal voto plebiscitario per la definizione in consiglio comunale della pubblica utilità alle posizioni – più caute – delle ultime settimane. La sensazione è che per mesi la politica sia andata dietro all’entusiasmo del presidente Bandecchi e dei suoi collaboratori mentre si addensavano nubi sul percorso amministrativo. A fine giornata – a microfoni spenti – alcuni osservatori più attenti rammentavano le parole dell’assessore regionale Luca Coletto che, audito dal consiglio comunale la scorsa estate, era apparso tecnicamente molto cauto sulla possibilità di far nascere in Umbria una nuova clinica convenzionata senza andare a modificare i parametri stabiliti dalle normative nazionali.

A sera, le uniche parole sono quelle cariche di amarezza di Bandecchi che invoca “Amici miei” : «Questa bocciatura è una supercazzola». All’orizzonte solo una fragile scialuppa di salvataggio, quella delle attese delucidazioni da parte della Regione. «Siamo in attesa del comunicato ufficiale della Regione Umbria – spiega Marco Ravasio, avvocato del Centro di coordinamento Ternana calcio – che un po’ ci preoccupa e un po’ ci lascia sperare in una qualche apertura». Le parole del tenace avvocato sembrano richiamare in causa la politica: «Per il territorio si potrebbe prevedere una soluzione che vada nelle direzione dello sviluppo della sanità ternana».

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