TERNI – Nel vertice dei Big regionali del centrodestra il Latini bis è decollato senza particolari problemi, almeno nelle dichiarazioni di intenti. Resta tutto da costruire l’accordo scritto, invece. Quello che riguarderà la ripartizione degli assessori – per forza politica – il nome del vice sindaco, le nomine nelle aziende comunali. In sostanza Latini può continuare ad indossare la fascia tricolore, ma questa volta, a differenza del primo mandato, non ci sarà una delega in bianco.
D’altronde lo scenario, rispetto al 2018, è più complesso: allora la superLega esprimeva sindaco e maggioranza relativa in consiglio comunale, oggi la Lega è poco più che una testimonianza mentre FdI ha 14mila voti nel cantiere delle politiche di settembre.
Virginio Caparvi, il segretario regionale della Lega, da settimane sta spingendo il nome di Latini. Nel vertice di un paio di giorni fa ha trovato il sostegno di massima di Franco Zaffini, leader di FdI, e di Raffaele Nevi intervenuto anche in rappresentanza del segretario di FI Romizi.
Le buone intenzioni dovranno atterrare su un foglio di carta. La necessità di un accordo scritto è da tempo nei pensieri di Forza Italia e soprattutto di Fratelli d’Italia.
I detentori del 30 per cento ambiscono alla maggioranza degli assessori della prossima giunta Latini, compreso l’ufficio al primo piano del vice sindaco. Forza Italia si accontenterebbe di un assessorato e della presidenza del consiglio comunale.
Versioni discordanti sulla lista civica che da tempo il sindaco Latini starebbe meditando. Secondo alcune ricostruzioni il vertice dei Big avrebbe dato via libera anche a questa formazione tutta incentrata sul nome del sindaco uscente.
Secondo altri, invece, la lista starebbe ancora nel mondo delle ipotesi e comunque non dovrebbe annoverare gli attuali assessori di Latini.
Il ragionamento, in alcuni ambienti della Lega, è molto semplice: «Abbiamo sì e no un pacchetto di 4mila voti, se li andiamo a dividere con la lista civica trainata dai nostri amministratori (Salvati, Ceccotti, Cini, Scarcia), rischiamo di prendere appena un consigliere comunale».
D’altro canto questo è stato proprio uno dei nodi del recente congresso comunale della Lega, che ha visto lo scontro tra gli amministratori pronti ad indossare i panni dei civici, e i segretari Veller e Maggiora ancora innamorati del simbolo del Carroccio.
Congresso vinto dai segretari, che ora rischia di contare quanto il due di briscola.
A regnare, al momento, sono gli assi dei segretari regionali.


