A.P.
TERNI – È alle battute conclusive, almeno per quanto riguarda il percorso urbanistico, la trasformazione della ex Milizia di via Campomicciolo da centro ricerca a ostello a supporto del Santa Maria. Un centro ricerca in quasi vent’anni mai realizzato ma che ha visto 7 milioni di investimenti edilizi. Laboratori addio ora arrivano 50 posti letto per i familiari dei parenti ricoverati all’ospedale di Terni. Un servizio a supporto del Santa Maria nell’ottica di una sua maggiore attrattività anche extra regionale.
Servirà un ulteriore investimento di 5 milioni di euro ma l’Ater, che gestisce l’operazione, ha ottenuto un investimento nell’ambito del Pnrr. I lavori dovrebbero partire nel 2023. Intanto il cambio urbanistico. Arriverà in consiglio nei prossimi giorni. Al momento qualche dubbio in 2° commissione che ha deciso di effettuare un sopralluogo. Dubbi che nulla hanno a che vedere con le critiche delle scorse settimane quando le opposizioni in coro hanno evidenziato che sulla ex Milizia sono stati investiti milioni di euro per qualcosa di più di un pernotto.
Doveva essere il centro ricerche gestito dal professore Angelo Vescovi ma non è mai arrivato il finanziamento decisivo di oltre 10 milioni per l’acquisto delle apparecchiature. Nella fase più acuta della emergenza Covid, poi, sempre le opposizioni, avevano chiesto che nell’ex Milizia fosse allestito il reparto Covid invece di strutture da campo. La Regione, l’Ater, e il Comune di Terni non hanno tentennato: avanti con i posti letto e anche nella ultima commissione l’assessore all’urbanistica Cini ha tirato diritto.


