di Marco Brunacci
PERUGIA – L’economia umbra al momento funziona, ma le sacche di povertà sono da seguire e necessitano interventi per non lasciare indietro nessuno.
Ecco il ruolo della nuova Fondazione antiusura, spiegato dalla presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei, e dal presidente della Fondazione, il magistrato Fausto Cardella.
Inizua Tesei:
1.I dati – afferma – di fine anno dicono che l’Umbria nel 2022 ha uno dei migliori risultati economici d’Italia. Tuttavia subentrano in queste fasi, fenomeni da seguire, ci si augura transitori, ma la fascia di povertà è al 9.4%, il che significa 80 mila nostri concittadini interessati.
2.Per questo mettiamo in campo misure ulteriori per lo sviluppo economico.
Come pure abbiamo operato attraverso 24mila borse di studio per gli studenti e con interventi per i disabili.
3.Ma ecco qui l’altro intervento sociale necessario come urgenza. Il nuovo stanziamento straordinario per la Fondazione è di 90 mila euro (in totale 240 per quest’anno) da mettere a leva. Dobbiamo sostenere le famiglie, per superare momenti transitori. Questa somma creerà un effetto leva, moltiplicando le risorse.
Intendiamo anche patrimonializzare la Fondazione
4.Ma per ottenere risultati sarà necessario fare squadra, per essere più incisivi, per cui si devono coinvolgere altre associazioni. Così possono aumentare le risorse per moltiplicare interventi.
Ora Cardella, che va subito al dunque:
«Nel ringraziare la Regione, dico che con queste nuove risorse potremo far partire subito un nuovo bando bollette. Con il primo abbiamo aiutato 140 famiglie umbre, alle quali abbiamo potuto dare un sostegno». «Tenendo presente – prosegue Cardella – che c’è un identikit nuovo del “cliente” della Fondazione antiusura. Non più solo il commerciante in difficoltà, ma oggi piuttosto c’e’ il monoreddito da mille-1200 euro che si trova in un momento di grande difficoltà con una bolletta da 300-400 euro. E se qui c’è chi ti allunga la mano per sostenerti, cambia la prospettiva, anche se non si risolve definitivamente la questione. E quei soldi verranno richiesti – conclude Cardella, con grande calma».
E finisce annunciando il nuovo logo della Fondazione che parte verso una nuova stagione.








