La dolcezza dell’Immacolata concezione alla collegiata di Matterella

La visita guidata con Carlo Favetti

di Carlo Favetti

FERENTILLO (Terni) – Il culto alla Madre di Gesù l’espressione più alta viene espressa dal mondo credente l’otto dicembre con il dogma dell’immacolata concezione diramato da Pio IX. E molte sono le chiese santuari, edicole e cappelle a Lei dedicate non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri, nelle campagne umbre, nelle parrocchiali.

La Valnerina ha da sempre un culto particolare, come dimostrano gli affreschi del Lippi alla cattedrale di Spoleto alle immagini mariane degli Angelucci, Sparapane, Jacopo Siculo, Dono Doni, Orlando Merlini, Perino Cesarei, Lo Spagna, Piermarino di Giacomo, Giovanni di Girolamo Brunotti, il Tamagni ecc. Questa volta, un artista non blasonato, ma un anonimo (secondo me potrebbe essere Perino Cesarei), ha lasciato un’opera d’arte che vale la pena di conoscere e ammirare. Alla Collegiata di Santa Maria di Matterella, in tutta la sua originalità e splendore la Giovin Madre, si mostra a noi con tutta la sua dolcezza, freschezza e genuinita’, ammirarla riscalda l’ anima e intenerisce il cuore. Il dipinto e’ nell’ iconografia classica, ossia la Vergine poggia i piedi sulla luna, e insidia con il piede il demonio effigiato come un drago. Ai due lati della Madonna sono stati dipinti i simboli Mariani tratti dalle Sacre Scritture, mentre all’estremità il sole e la luna e due cherubini che sorreggono la corona. In basso le immagini dei Santi Pantaleo Martire e Giacinto e al centro l’arma (ruota del carro simbolo del ducato di Massa e Carrara) del committente con le iniziali T. M ( Tommaso Malaspina?). Scarsa l’interpretazione della scritta posta sotto le due figure. Il piccolo dipinto nella cimasa raffigura l’ immagine di una bambina con i piedi nel mare, con in mano due conchiglie da cui versa acqua. Nel cartiglio, ai suoi piedi, e’ scritto QUASI AURORA CONSURGENS (raffigura l’ allegoria dell’ aurora). La macchina d’altare, formata da intagli e rilievi in legno con fregi che decorano le due colonne decorate con grappoli d’uva, terminanti con capitello corinzio. Al centro dell’architrave e’ posta in caratteri classici in lamina d’oro la seguente scritta: CONCEPT. VIRG. DEI. PARED. L’ altare e’ collocato nel presbiterio a sinistra dell’altare maggiore inserito nel muro del pilastro. L’ altarolo, e’ interessante dal punto di vista storico artistico. Realizzato in pietra e’ sorretto da due colonne massicce in pietra ai lati smussate e bocciardate
Fu realizzato sullo scorcio del XVI secolo dai Maestri lombardi (scalpellini e muratori) insieme all’altare maggiore e l’altro altarolo sul pilastro opposto, alle paraste delle navate laterali della chiesa. In occasione della festività mariana, fino ad alcuni anni fa, la vigilia, per la messa vespertina, si esponevano sull’altare maggiore per la venerazione dei fedeli i busti reliquiari di San Magno e San Sebastiano patroni del comune.

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