PERUGIA – «Anche oggi, nonostante il maltempo, i parcheggi del centro sono pieni…
27 auto parcheggiate contemporaneamente a elegante “spina di pesce” tra Cattedrale e fontana maggiore non le avevo mai viste e non c’è n’è una sola che abbia un permesso visibile».
La denuncia arriva su Facebook dal consigliere comunale Fabrizio Croce (Idee Persone Perugia) che con una foto, messa a confronto con l’immagine di Perugia regalata da Lonely Planet (che ha incoronato la regione come metà turistica), mostra piazza IV Novembre piena di auto in sosta. «Al corpo dei vigili urbani risulta che abbiano chiesto (e forse pagato, ma a questo punto non siamo più certi di nulla) regolarmente il suolo pubblico fino al pomeriggio – scrive Croce -. Anche se fosse sceso Amadeus in persona o la redazione di Lonely Planet… Può bastare per uno scempio del genere all’immagine di una città che si vorrebbe meta imprescindibile per il turismo?».
E sul caso delle auto in piazza (uno degli eventi di Umbria green festival, con auto a emissioni zero) interviene anche Vanni Capoccia: «Da stamattina – scrive su Facebook il rappresentante della Società di mutuo soccorso – stanno girando foto come questa con la Piazza di Perugia, una delle più belle e importanti d’Italia, mortificata da tutte queste auto. Non è un caso che sia così, quella di riempire la Piazza con auto d’epoca, vespe, Ducati e chissà altro avviene spesso. E quella che vedete sbucare dalle auto non è una rotonda. È la Fontana Maggiore di Fra’ Bevignate scolpita da Nicola e Giovanni Pisano con la tazza bronzea di Rubeus appena ripulita. È del 1278, da allora sta lì e così oggi la trattano. Sapete che vi dico cari perugini che i capolavori come la Fonte di Piazza non sono di proprietà di chi per caso vive nella città dove si trovano o è stato eletto ad amministrarla. Meritano di averli chi li ama, li rispetta e pensa di consegnarli alle future generazioni nelle migliori condizioni possibili. E questo parcheggio o raduno – autorizzato o abusivo che sia – non rispetta la Fontana di Piazza di Perugia». E la polemica si accende in città.


