m.brun.
PERUGIA – Niente di inedito, ma almeno tutto chiarito. Nero su bianco. La situazione della sanità è molto difficile, i bilanci allo stremo, la trattativa tra Regioni e Governo nazionale curiosamente non riesce a decollare, nonostante dal Governo si attendano i 5 miliardi per evitare il collasso dell’attività.
La situazione riguarda tutta Italia (meno la ricca e privatizzata Lombardia e in parte anche il Veneto, per il resto tutti dentro), ma c’è uno specifico umbro.
Il botta e risposta in Assemblea legislativa tra il vicepresidente Pd Bettarelli e l’assessore alla sanità Coletto, nei modi in cui si può e si dovrebbe avere un rapporto tra opposizione e maggioranza, permette di concludere così:
la sanità umbra, alla fine del terzo trimestre, ha 200 milioni di sbilancio: 80 della Asl 1, 60 della Asl 2, 40 dell’Azienda ospedaliera di Perugia, 20 di quella di Terni.
Coletto spiega: i costi Covid 2022 e il boom della bolletta energetica hanno devastato i bilanci, aspettiamo il piano di riparto del fondo sanitario nazionale 2022, altrimenti non si può calcolare niente più.
E’ chiaro altresì che se siamo a 200 milioni nel terzo trimestre, è logico pensare che lo sbilancio di fine anno sia non lontano dai 300 milioni, ma non serve tirare numeri a casaccio, è necessario piuttosto trovare vie d’uscita.
Coletto introduce un altro elemento: l’Umbria ha diritto a maggiori ristori avendo minore inerzia come tutte le Regioni piccole. In sostanza: i costi fissi che deve sopportare la sanità umbra sono non di molto inferiori rispetto a quelli delle grandi Regioni, che però possono contare su introiti maggiori.
La replica di Bettarelli:
prima il ringraziamento (e questa è una gran cosa) all’assessore per la chiarezza tecnica e poi la stoccata sulla preoccupazione politica, con critiche al Piano sanitario da poco presentato dalla Giunta.
Conclusione di Bettarelli: «Al danno di una sanità inefficiente perch non stabilizza il personale, è costretta tagliare sui farmaci e a risparmiare in ogni dove, limitando i servizi ai cittadini, si aggiunge la beffa dei conti che comunque non tornano».
La sanità però potrebbe dover diventare, in tutta Italia, in tutte le Regioni, con qualunque conduzione politica, un tema di collaborazione bipartisan, visto che il Covid ha davvero terremotato i bilanci e la bolletta energetica è stata devastante. Cercare soluzioni insieme ed essere aperti al dialogo potrebbe dare qualche sollievo ai cittadini, che scontano sulla loro pelle le inefficienze di una sanità generalista pubblica probabilmente vicina a un bivio. E magari è già arrivato il momento delle scelte difficili.


