Terni celebra il compositore Stanislao Falchi

Riccardo Leonelli e Silvia Paparelli racconteranno la vita del musicista mentre  gli allievi del Briccialdi interpreteranno alcune pagine d’opera

TERNI – Un racconto a due voci per ricordare il compositore ternano Stanislao Falchi nel centenario della morte. Uno spettacolo in cui la musicologa che ha al suo attivo due pubblicazioni sul grande musicista de secolo scorso, Silvia Paparelli, proporrà una narrazione della biografia del maestro Falchi. Mentre l’attore Riccardo Leonelli reciterà poesie e leggerà articoli di giornali e recensioni di allora. All’evento, venerdì 2 dicembre alle ore 17,30 presso il teatro Titta Ruffo di Cesi, prenderanno parte il baritono Marco Gaurini, allievo della classe di canto della professoressa Ambra Vespasiani, il soprano Maela Nicoletti, già allieva dell’istituto Briccialdi,  Claudio Fabbrizi al pianoforte.  Il programma musicale prevede l’esecuzione di pagine cameristiche e operistiche di Falchi ma anche di musiche del grande repertorio dell’epoca (Puccini, Marchetti, Leoncavallo).  La scelta di inserire arie d’opera di Filippo Marchetti deriva della stretto legame che Falchi aveva con il suo predecessore nell’incarico di direttore del Liceo musicale di Santa Cecilia. Testimoniato  anche dal mottetto O vos omnes che Falchi scrisse in memoria di Marchetti.  

 

Il concerto, organizzato dalla Associazione Filarmonica Cesana è finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e di Narni e mira a valorizzare la figura di  Stanislao Falchi, figura centrale dell’ambiente culturale romano tra i due secoli .

Nato a Terni il 29 gennaio 1851, Falchi maturò i suoi interessi musicali forse proprio all’interno di quella farmacia che la sua famiglia gestiva almeno dal 1835 e che, situata alle spalle di palazzo Spada, costituiva un punto d’incontro anche per i musicisti della Società Filarmonica. Intrapresi gli studi musicali con Celestino Magi presso le Civiche Scuole di Musica di Terni, Falchi si trasferì  giovanissimo a Roma, completando la sua formazione con Salvatore Meluzzi. Nella capitale si svolse la sua intera carriera: dal debutto sul podio del Teatro Apollo come sostituto dell’orvietano Luigi Mancinelli (1875) fino alla direzione del Liceo Musicale di Santa Cecilia (1902), incarico che gli fu conferito all’unanimità  e che mantenne fino al 1915. Nel 1901 fu nominato cittadino benemerito di Terni e alla città natale rivolse un ultimo gesto di quella generosità  che aveva caratterizzato la sua vita di uomo e di artista, nominando sua erede universale la Congregazione di Carità: i suoi beni – la farmacia, la casa natale e la biblioteca (958 volumi) – fanno oggi parte del patrimonio comunale della città.

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