TERNI – Bilancio di fine anno, ma anche per larga parte dell’avventura dall’ultima tornata elettorale, in casa Terni Civica. Nella sala consiliare di palazzo Spada, il capogruppo Michele Rossi ha tirato le somme di quanto fatto, e di quanto ci sarà da fare, per la città. «La nostra scelta di campo – ha dichiarato Rossi – è stata quella di essere alleati responsabili con il sindaco Latini, scelta che porteremo a termine fino alla prossima tornata elettorale. Pur non avendo rappresentanti in Giunta abbiamo giocato un ruolo attivo nell’azione politica. Terni Civica non è stato un mezzo per sedermi sul consenso e poi migrare in altre compagini politiche».
Studios di Papigno, la statua del Thyrus nel cortile di palazzo Spada fino alla battaglia contro la variante di Maratta per il nuovo Globo, il consigliere comunale Rossi ha elencato quanto portato avanti e quanto fatto da Terni Civica: «Terni può avere un futuro brillante. Stare in maggioranza non significa sacrificare le proprie idee ma costruire un clima di serenità. La città ha bisogno di nuove speranze, serve una politica competente e coraggiosa. Bisogna provare a togliere provincialismo e subalternità a Terni. Qualità dell’aria barattata per lavoro, università da spostare in centro, offerta sanitaria per andare oltre all’emergenza pandemica, dobbiamo evitare la subalternità con il capoluogo regionale Perugia ma recuperare territorio ternano come area imprescindibile per il futuro della regione. Terni Civica è pronta ad attrarre tutte le persone non convinte dall’iniziativa politica partitica».
Presenti nella sala consiliare anche Lorenzo Bartolucci e Giovanni Ceccotti, che ha tenuto a sottolineare: «La parola d’ordine per il futuro è equilibrio. C’è un nuovo competitor che ha scombussolato la politica ternana e regionale. La metà dei votanti dell’ultima tornata elettorale oggi non ha riferimenti. Molti andranno in Fratelli d’Italia, ma tanti dovranno essere intercettati. Della Giunta Latini siamo soddisfatti della parte amministrativa, ma non dell’azione politica che reputiamo insufficiente».


