S.P.
TERNI – La canzone napoletana e la sanità pubblica non sono vintage. La sanità pubblica è quella che fornisce servizi fondamentali che con quella privata non sono possibili. La collaborazione è possibile sulle patologie minori. L’associazione Magna Grecia, venerdì sera, ha organizzato una partecipata serata nella sala della Fondazione Aiutiamoli a vivere, nella Parrocchia di San Giuseppe, a Cospea. Una occasione per ascoltare i classici della musica italiana, per cenare insieme, per parlare del diritto alla salute e dei servizi sanitari.
Protagonista Santino Rizzo, primario otorino laringoiatra al Santa Maria di Terni, governatore della Misericordia. Si parte dalle problematiche post Covid: «La sanità italiana e umbra sono state all’altezza della situazione. La pandemia ha distolto risorse, ora abbiamo problemi sulle patologie ordinarie, ci sono dei gup da colmare».
La sanità pubblica motore: «Per le patologie gravi occorrono apparecchiature e professionalità rilevanti».
Alla domanda del moderatore Riccardo Cecchelin sul rapporto tra Terni e Perugia in fatto di servizi sanitari la sala mormora. Santino Rizzo va diretto a uno dei nodi: «Diciotto strutture ospedaliere in Umbria sono davvero tante, le risorse andrebbero concentrate sulle strutture in prima linea come l’ospedale di Terni, le altre dovrebbero quantomeno essere complementari tra di loro. Una buona sanità significa una buona gestione delle risorse perché è con queste che si vanno servizi efficienti».
Applausi. «Il Santa Maria ha buone dotazioni, servirebbe, forse, un rapporto più diretto con i pazienti. Il blocco delle assunzioni non aiuta».
Il presidente dell’associazione, Antonio Apuzzo spiega il senso delle serate tematiche: «Stare insieme è importante, meglio ancora approfondendo e capendo cosa accade nella nostra Terni. Siamo originari del Sud ma Terni è la nostra città da tanti anni e merita sostegno. Rivendichiamo un pezzo nella costruzione della Terni dell’acciaio: quando gli impianti siderurgici del Regno di Napoli furono chiusi molte di quelle maestranze calabresi si trasferirono a Terni. Ecco vorremmo dare una mano anche per la nuova città».




