Terni, «Signor sindaco, qui la sera non possiamo uscire di casa»

Una delegazione dei residenti di Borgo Bovio a Palazzo Spada per chiedere più sicurezza

R.T.

TERNI – «Signor sindaco, la sera abbiamo paura di uscire di casa. Non possiamo continuare a vivere così. Borgo Bovio è diventato irriconoscibile». 

Questa mattina, venerdì 9 dicembre, una delegazione di cittadini e di commercianti del quartiere che appena pochi giorni fa è stato teatro di un assassinio a mani nude, si è presentata a palazzo Spada per chiedere attenzione e soprattutto interventi risolutivi. 
Racconti pesanti di una vita in quella zona di Terni  che è stata la città operaia per antonomasia e che oggi è crocevia di nuove residenzialità.
«Basta un nulla che scoppia la polveriera. L’omicidio non è stato un incidente. Ci sono troppe persone che non si conoscono. Troppa droga. Troppe aree abbandonate. È triste vedere le siringhe gettate nel cortile della scuola oppure gente che sta tutto il giorno a trafficare». 
«Il sindaco ci ha detto che ci capisce e che la sicurezza non è una competenza diretta del Comune. Noi chiediamo attenzione alla Prefettura, alle forze dell’ordine».
L’incontro di questa mattina ha visto la presenza del sindaco Leonardo Latini, del presidente del consiglio comunale Ferranti, dell’assessora alla polizia municipale Giovanna Scarcia. 
Nei giorni scorsi la delegazione di Borgo Bovio aveva inviato una mail al presidente Ferranti a firma di Matteo Corneli, il titolare del Bar Aci, una delle istituzioni del quartiere che almeno in questo ha mantenuto identità.
La delegazione ha incontrato anche il consigliere comunale di Terni Civica, Michele Rossi: «Questa mattina una gruppo di residenti e commercianti di Borgo Bovio mi ha informato, invitandomi, che aveva un appuntamento con il sindaco per esprimere  preoccupazione in merito alla sicurezza e vivibilità del  quartiere», dichiara il consigliere comunale di Terni Civica, Michele Rossi. 
«Avendo seguito con grande attenzione questa tematica, avendo presentato da tempo un atto di indirizzo, già esaminato e approvato dalla commissione,  che purtroppo –  prosegue il consigliere comunale –  si è dimostrato veritiero stando a quanto di drammatico è successivamente accaduto, ho inteso parlare con i cittadini prima dell’incontro istituzionale». 

«Ho raccolto parole di disagio per quanto sta accadendo, per come si è  trasformato quel quartiere che ora sembra caratterizzato da dinamiche che destano allarme sociale e che hanno modificato le abitudini di tanti ternani. I cittadini chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine e la riapertura di spazi aggregativi come il parco Rosselli o strutture specifiche destinate ai giovani o alla terza età. Da parte mia ho suggerito ai cittadini di richiedere al sindaco un tavolo specifico sulla sicurezza di questo quartiere che è diventato emblematico nei temi della integrazione, della sicurezza, della socialità.  Il Comune, da parte sua, dovrebbe  occuparsi maggiormente del decoro, della pulizia, della illuminazione e della videosorveglianza. Sono certo che il sindaco Latini saprà programmare una serie di interventi di prima risposta».

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