PERUGIA – Si chiama Flow – tradotto Flusso di coscienza – la mostra di pittura organizzata dal Pellicano e curata dall’artista Rossella Vasta, che rimarrà aperta fino al 22 gennaio a Palazzo della Penna. In esposizione le opere realizzate durante il laboratorio di espressività artistica condotto dal pittore Gaetano Mongiardi e dalla psicologa Marina Baleta.
Il Pellicano, primo centro a prendersi cura di persone affettate da disturbi dell’alimentazione e della nutrizione a Perugia (nasce nel 1997), offre risposte appropriate a tante giovani ragazze. L’associazione onlus, in convenzione con l’Azienda Usl Umbria 1, dal 1998 ha voluto porsi come un porto sicuro di accoglienza, di ascolto e di cura. Una casa. In cui sia lo spazio che il tempo vengono riempiti di significati e contenuti volti a dare sicurezza, autostima, distacco, serenità alle pazienti.
Ecco perché “Flow”, termine che indica quello stato di benessere che si raggiunge intraprendono attività creative scevre da ogni forma di giudizio. Purtroppo, le limitazioni alla socialità imposte dalla pandemia hanno portato ad un aumento del 30 per cento dei casi di anoressia e bulimia in tutte le città d’Italia e a Perugia. Per fortuna, il Pellicano si caratterizza nella modularità delle proposte per adattare il trattamento alle esclusive individualità di ciascuno: lettura, pittura, teatro, scrittura, cucito, preparazione dei pasti, cura dell’orto. Tutte le attività hanno l’obbiettivo di avvicinare i pazienti alla conoscenza di sé, attraverso la conoscenza della realtà circostante ed alle infinite possibilità di modificarla, crearla, amarla. Queste attività ridefiniscono le forme e i modi dello stare insieme e dello star bene, della prossimità con le cose belle e con le cose buone e contribuiscono alla creazione di un contesto, di un ambiente in cui è possibile affidarsi e fidarsi, per accettare serenamente tutti i risvolti delle proposte terapeutiche.
Da due anni ogni mercoledì alle pazienti del Pellicano vengono offerti diversi materiali artistici con i quali esprimersi creativamente e in totale libertà, a seguito dell’esperienza pratica c’è una fase di verbalizzazione e condivisione dei significati esperienziali.



