TERNI – La notizia è di quelle destinate a modificare – e questa volta in positivo – gli asset produttivi si Ast. Il Gruppo Arvedi ha acquistato in Bahrein un impianto di laminazione a freddo del valore di oltre 100 milioni di euro: una infrastruttura che entrerà in funzione entro il 2023.
Si tratta di un passo fondamentale nell’attuazione di quel piano industriale annunciato da Giovanni Arvedi al momento dell’acquisto del sito siderurgico ternano. L’obiettivo dichiarato fin dal primo momento dal Cavaliere Arvedi è quello di ridurre il gap tra la produzione di acciaio liquido e quello effettivamente lavorato nello stabilimento di viale Brin.
Ad oggi, Ast ha strutture e personale per produrre un milione a mezzo di tonnellate di liquido l’anno ma al momento produce solo 600mila tonnellate di laminato a freddo. Con l’impianto in arrivo da oltreoceano, questo differenziale andrebbe a ridursi notevolmente.
Ci vorranno comunque ancora mesi e non solo per montare in viale Brin la nuova struttura, ma anche per mettere a punto tutti quei passaggi che riguardano la Regione Umbria e il Governo nazionale.
Il potenziamento della lavorazione a freddo, e più in generale della produzione, è legato alla firma dell’accordo di programma che permetterà la concretizzazione del piano industriale che, appunto, poggia anche sul supporto dei Ministeri competenti. La firma è fissata per il 28 febbraio 2023. Ottimismo in ambito istituzionale. La Regione Umbria, il Comune di Terni e la Direzione di Ast, hanno siglato un comunicato congiunto nel quale si augurano che si arrivi quanto prima alla stretta finale per un accordo di programma che «recherà un notevole beneficio per Ast, per il territorio ternano, per l’intera regione»


