R.T.
TERNI – Svolta clamorosa in procura: Alberto Liguori deve lasciare. Lo ha deciso il Csm. Il magistrato che ha promosso inchieste dirompenti non può essere riconfermato nelle funzioni a causa dei suoi rapporti con Luca Palamara e dei suoi interventi per «influenzare future nomine consiliari di incarichi semidirettivi e direttivi».
Chat roventi all’interno della corrente di Unicost nelle quali si «chiede che vengano sostenuti gli aspiranti da lui indicati, propone accordi tra rappresentanti in consiglio di diversi gruppi associativi ed esorta Luca Palamara a ricordarli e a farli rispettare».
Le chat, scrive ancora il Csm riferendosi a Liguori, «restituiscono una attività che incide concretamente sulla sua indipendenza emergendo condotte che risultano caratterizzate ed orientate in virtù di condizionamenti, rapporti e vincoli che intaccano certamente la credibilità e l’ autorevolezza della funzione ricoperta».
Parole dure nei confronti di un procuratore che a Terni è salito alla ribalta nazionale per le sue inchieste. Come non ricordare l’operazione Spada che ha portato alla demolizione della giunta Di Girolamo con il sindaco arrestato e tenuto ai domiciliari per 21 giorni.
Inchiesta con aspetti spettacolari come il volo dell’elicottero su palazzo Spada. Inchiesta che poi non ha retto alla prova dell’aula di giustizia, con gli imputati assolti
La notizia della decisione del Csm – presa a maggioranza- per certi versi è inaspettata: il ministro della Giustizia Nordio nei giorni scorsi si era espresso per la riconferma. Una notizia ora data dalle maggiori agenzie di stampa e rilanciata in maniera particolare da siti di informazione calabresi.
L’ormai ex procuratore di Terni è infatti originario della provincia di Cosenza e la nomina oggetto delle conversazioni con il super capo di Unicost Palamara riguardavano appunto un magistrato cosentino.


