R.T.
TERNI – Il Paleolab, il museo delle raccolte paleontologiche dell’Umbria meridionale, si sta sgretolando. Una chicca in pieno centro storico che mostra vistosi segni di abbandono, nonostante sia meta di visite didattiche per bambini e alunni delle scuole elementari.
Uno spazio dedicato alla cultura all’interno di una chiesa sconsacrata che ha una storia antica, che già nel corso del XIII secolo fu luogo di riunione del parlamento cittadino, e che fu in gran parte ricostruita nella seconda metà del Settecento in seguito ai danneggiamenti per il terremoto del 1703.
La facciata in finto bugnato è dovuta infatti al rifacimento settecentesco come pure gli affreschi custoditi all’interno dell’unica navata. Proprio per quelle caratteristiche, una navata unica, fu semplice progettare un percorso museale in quello spazio. Il Paleolab debuttò nel 2002. In quell’anno l’ex chiesa di San Tommaso aprì alla città presentando la più straordinaria raccolta paleontologica dell’Umbria meridionale: pensato soprattutto per i più piccoli ma estremamente interessante anche per gli adulti, l’allestimento, completamente rinnovato nel 2012, mostra quali sono i fenomeni che trasformano la Terra e permette di osservare da vicino i fossili degli animali vissuti nel territorio dell’Italia centrale. «Peccato che sia ridotto così». Il gruppo consigliare del Movimento dei Cinque Stelle punta il dito contro la giunta Latini. Contro chi permette che il degrado ricopra ormai ogni angolo di pregio della città. Le foto scattate da Umbria7 confermano lo stato di abbandono di un museo visitabile solo su prenotazione, dove forse anche per la mancata cura sono il numero di prenotazioni è vicino allo zero. Documentano tutto quello che il gruppo pentastellato denuncia: «I piloni a protezione della pavimentazione sono stati scardinati e gettati a ridosso della parete, dal pavimento spuntato pericolosi strapuntini di ferro che stabilizzavano gli stessi piloni, la fontana di lato è piena di sporcizia e l’acqua è putrida e stagnante. Sacchi di immondizia sono appoggiati a ridosso dell’entrata ed una corona (non si sa di cosa) seccata a terra, inoltre le pareti sono scrostate». In una interrogazione il gruppo dei 5 Stelle chiede al sindaco Latini se è al corrente della situazione in cui versa l’ex chiesa di San Tommaso. E altro ancora: «Quali siano stati gli accessi del Paleolab nel 2022, e quali interventi la giunta vuole attuare per mettere in sicurezza e ripristinare il sito». «Parliamo di un luogo che raccoglie in esposizione, tra i pezzi più importanti, i resti di un proboscidato (Mammuthus meridionalis), quelli di un rinoceronte (Stephanorhinus etruscus), di un suino (Sus strozzii), di una specie di iena (Pachycrocuta brevirostris), di un equide (Equus stenonis), di un felino dai denti a sciabola (Megantereon cultridens), di una specie di antilope simile nelle dimensioni all’attuale gnu (Leptobos etruscus), di una tartaruga d’acqua (Emys orbicularis) e di un cervide (Axis nestii). Di quest’ultimo è stato fatto un eccezionale ritrovamento: lo scheletro completo di un esemplare di femmina giovane rinvenuto in connessione anatomica, cioè fossilizzatosi nella medesima posizione in cui l’animale è morto. Un tesoro che, però – concludono i 5 Stelle – non sembra interessare all’attuale maggioranza».






