Il piano industriale di Asm arriverà. La maggioranza forse 

Nuova seduta convulsa del consiglio comunale di Terni. Scontro sulla municipalizzata. Prosegue lo sciopero del voto della Lega

TERNI – I punti di sutura che più di qualcuno ha provato a mettere tra il sindaco Latini e la Lega, non reggono. Lo sciopero del voto da parte del gruppo del Carroccio prosegue.

Anche la giornata di mercoledì ha visto i rappresentanti della Lega impegnati nel non voto. La Lega si è astenuta in mattinata in terza commissione su un atto del proprio assessore Federico Cini. In serata bis in consiglio comunale.  Con una astensione altrettanto chiara dal punto di vista politico. La Lega non perde occasione per ribadire, dunque, che al momento non si sente rappresentata dal proprio sindaco, a suo dire troppo attratto dagli assessori tecnici e dalle liste civiche. La seduta di mercoledì è stata caratterizzata soprattutto dal dibattito sul futuro di Asm. Un confronto richiesto, ai sensi del regolamento del consiglio comunale, dalle opposizioni. Che però non ha visto un voto conclusivo. Nessuno scossone, dunque, per la maggioranza di centrodestra che allo stato attuale non ha i voti per approvare il bilancio di previsione 2023. Per la verità ,su Asm non ci sono fratture all’interno della coalizione.  Lo scontro è  tra la maggioranza e le opposizioni. Oggetto: la recente ricapitalizzazione societaria che ha visto l’ingresso massiccio di Acae nel pacchetto azionario. M5S, Pd, Senso civico e Gruppo misto, hanno chiesto di conoscere il piano industriale conseguente al rafforzamento societario operato da Acea. Il presidente di Asm Mirko Menecali, presente in aula, ha sostenuto che i tempi per la redazione del piano industriale sono prematuri, in quanto la nuova amministratrice delegata nominata da Acea in questo momento sta lavorando sul versante squisitamente finanziario. Menecali ha cercato di rassicurare l’aula: «Appena ci sarà un quadro più definito arriveranno anche le previsioni sugli investimenti e sulle scelte che l’azienda farà in merito al ciclo dei rifiuti e a quello dell’energia». Il presidente ha sostenuto anche che al momento le tariffe di Asm sono al di sotto della media regionale e nazionale. Di parere diametralmente opposto le minoranze.  Che non hanno perso l’occasione per urlare alla svendita, arrivando addirittura a ricordare gli esordi della giunta Latini: cinque anni fa si parlò di cessione di quote di Asm per un valore di 100 milioni. Ma poi si è preferito seguire la strada del conferimento di asset produttivi rispetto a quella della monetizzazione. Nello scambio di accuse non sono mancati i colpi di fioretto: in più occasioni i consiglieri d’ opposizione  si sono rivolti all’assessore al bilancio Masselli con l’appellativo di sindaco. Forse una anticipazione della imminente designazione da parte del centrodestra del candidato alle amministrative di maggio.

Perugia-Ternana: niente alcol a Pian di Massiano per sette ore

Panico in via Gramsci: prende fuoco un’auto