La guerra nella Uil è sulle tessere, anzi sul facsimile

A Terni esodo degli iscritti della funzione pubblica verso la Csa. Mentre trapela la querelle della card per gli sconti

TERNI – Una volta le battaglie interne si giocavano sul controllo delle tessere oggi siamo alla gestione delle tessere facsmile.  Mentre sembra senza argini la fuga degli iscritti della Uil funzione pubblica di Terni verso la Csa, emergono nuovi particolari sul braccio di ferro tra la segreteria provinciale e il nazionale. 

A Terni da giorni ormai fanno sapere che l’accentramento su Perugia è una perdita di autonomia sulla quale non possono soprassedere. Una decisione peraltro arrivata dall’alto senza condivisione con gli iscritti.  Il grido di battaglia di Terni è dunque autonomia e democrazia.  Ma dal nazionale i commissari Attili, Proietti e Ronzoni, ribattono con questioni molto più spicce.  Parlano di «di tessere consegnate a molti iscritti false e difformi da quelle confederali, che sono le uniche che possono attestare l’iscrizione alla UIL».  A Terni ne sarebbero state rinvenute 629 con la dicitura «Amici della Uil, per le quali non si ha notizia delle quote associative». I commissari parlano anche di «elementi anomali sia dal punto di vista gestionale che dal punto di vista organizzativo. Annunciano una analisi anche finanziaria dei conti affidata a una società esterna. 

Da Terni ribattono che i bilanci sono in ordine, in attivo per 38mila euro. Ribattono soprattutto che le tessere contestate non sono altro che card legate alla scontistica degli esercizi commerciali. Una tessera insomma tipo supermercato, consegnata a titolo gratuito.  Ma tanto è bastato per arrivare alla soppressione di una segreteria con mille iscritti e a una guerra che si sta combattendo senza alcuno “sconto”.

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