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L’Umbria e l’allarme droga: Terni fa il pieno di morti di overdose

In sei anni 27 decessi nella Conca. Con un indice per abitanti che supera Perugia ma anche le grandi metropoli: i numeri

r.u.

TERNI – Terni protagonista in una mappa che fa spavento, quella degli aghi che portano morte, quella dei decessi per overdose. La Conca e la sua provincia hanno sulle spalle 27 morti per droga in sei anni.

Un dato a doppia cifra, a decorrere dal primo  gennaio 2017. Un dato che arriva dal portale https://www.geoverdose.it/  e che ha difficoltà a reggere il confronto con altre realtà limitrofe: nello stesso periodo a Viterbo si sono registrati due decessi, a Rieti uno, ad Arezzo 12, a Rimini  (capitale dello sballo) 13. Il sito è gestito dalla Società italiana delle tossicodipendenze ed è strettamente collegato con la rivista Medicina delle dipendenze. Nel portale spicca anche il dato di Perugia, 44 decessi che però ha più del doppio della popolazione di Terni. Quello che colpisce è l’incidenza sulla popolazione. La Conca ha un indice di mortalità per overdose pari a 192 per milione di abitanti, Perugia pari a 106, Arezzo a 55, Rieti a 10. E questo per quanto riguarda un arco temporale che va sei anni indietro. Neanche il confronto con le grandi metropoli depone a favore di Terni: Milano si ferma a 21 decessi per milione di abitanti, Roma a 19, Napoli a 21. Se si mettono a confronto i dati relativi ai decessi per droga dei due capoluoghi di provincia dell’Umbria nel periodo compreso tra il 2 febbraio 2020 e il 2 febbraio 2023 le cose per la città dell’acciaio peggiorano addirittura: 19 morti per overdose a Terni e 17 a Perugia.  Il sito fornisce anche dati sulle vittime di droga.  E sono dettagli che non lasciano indifferenti e che consentono di tracciare un identikit del morto di overdose. 

A Terni si muore per eccesso di sostanze a 40 anni, in solitudine, nella propria abitazione. A morire sono soprattutto gli uomini, il 92 per cento (qui, l’ultimo caso): per assunzione  di eroina (66 per cento) ma anche per metadone non prescritto (11 per cento).  Nelle cifre come non dimenticare i volti di Gianluca e Flavio deceduti nell’estate del 2020, a poco più di 15 anni per una boccetta di metadone ceduta da un tossicodipendente.

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