TERNI – Il bilancio di previsione per il 2023 dovrebbe arrivare in aula tra un paio di settimane e si annuncia sempre di più come il banco di prova per la fine anticipata, o meno, della legislatura a guida Latini. Intanto il durissimo scontro tra il sindaco, la sua giunta, il gruppo consigliere della Lega, ha già determinato lo stop di molte attività. Innanzitutto non c’è, al momento, una data certa per la prossima seduta ordinaria del consiglio comunale.
Il presidente Ferranti non se la sarebbe sentita di procedere a nuove convocazioni senza prima verificare la sussistenza della maggioranza in aula. L’obiettivo è di evitare nuove figure “barbine” dopo le clamorose astensioni dei consiglieri del Carroccio sugli atti illustrati dalla vice sindaco Salvati e dall’assessore all’urbanistica Cini. In particolare la mancata eseguibilità delle delibere riguardanti la gestione del parco Cardeto e dei 16 cimiteri cittadini, può avere già da subito ripercussioni sui conti economici del Comune e soprattutto del bilancio che dovrebbe arrivare in aula. Banco di scontro si annuncia poi la commissione consiliare convocata per mercoledì 15 e presieduta dal leghista Federico Brici che è anche il capogruppo della Lega. Falliti tutti i tentativi di ricucitura tra sindaco e Lega. Il segretario provinciale Devid Veller avrebbe cercato di contattare il sindaco per dar luogo ad una riunione di chiarimento, ma Latini avrebbe declinato l’invito senza neanche troppe formalità. Più miti le parole del primo cittadini in alcune dichiarazioni rese a più riprese nel corso della giornata. Latini si è detto concentrato solo sul lavoro da fare. Sulla sua ricandidatura ha glissato. Intanto nel centrodestra si fanno sempre più insistenti le voci di candidati alternativi a Latini. FdI ha pronta la carta di Orlando Masselli (se dovesse servire anche quella di Alfredo De Sio). Non solo, è circolato anche un nome di particolare prestigio in città. Un nome capace di mettere tutti d’accordo. Espressione di quella Terni produttiva e operativa che in questi quattro anni e mezzo si aspettava una maggiore vitalità ed incidenza da parte dell’amministrazione Latini.
Si tratta di rumors che potrebbero prendere maggiore consistenza già nelle prossime ore, in quel tavolo romano che da più parti è stato annunciato e che appena concluse le regionali dovrà esaminare la situazione di Terni, una vota fiore all’occhiello del bavero di Matteo Salvini e spina nel fianco. Con il segretario nazionale sempre più indispettito per l’utilizzo usa e getta del contenitore politico della Lega, cinque anni fa una ruspa capace di spianare ogni strada, oggi fardello di cui liberarsi.


