La rivoluzione della sanità umbra parte da Umbertide: ecco il nuovo Istituto Clinico Tiberino

Presentato l’erede di quella era la Prosperius. La maggioranza diventa pubblica, nuovo socio privato, investimenti e rosee prospettive per il futuro

UMBERTIDE (Perugia) – Dall’Umbria del nord comincia la rivoluzione della sanità del governo Tesei. Dalle ceneri di Prosperius nasce il tutto nuovo Istituto Clinico Tiberino.
Un cambiamento radicale che può essere sintetizzato in tre punti: passaggio dalla maggioranza privata alla maggioranza pubblica di uno dei più importanti centri di riabilitazione del Centro Italia, cambio del socio privato, nuovi investimenti per avere un futuro al top.

Un lavoro iniziato tre anni fa e portato a compimento con la pandemia di mezzo. Ed ecco che “mostro a tre teste” molte volte portato all’attenzione dall’assessore regionale alla Sanità Coletto non c’è più e la ex Prosperius, dopo oltre 20 anni di attesa, è stata rimessa in carreggiata con la fine della sperimentazione e l’adeguamento alla normativa vigente in materia di partecipate.
Le nuova ripartizione delle quote societarie è questa: il privato passa dal 51% al 49%; viceversa il pubblico passa alla maggioranza assoluta. Il 40% del pacchetto azionario va alla Usl Umbria 1, l’11% al Comune di Umbertide e il 49 alla famiglia Brugnoni attraverso la società Brugnoni Group Sanità.
Un cammino lungo che ha portato i suoi frutti. La parte privata ha visto il passaggio di testimone dalla famiglia Bigazzi di Firenze (proprietaria di Prosperius) agli umbri Brugnoni. Un’operazione complessa che ha visto fin da subito il placet di Regione e Comune per vedere realizzarsi un rilancio totale dell’Istituto.
Grande parterre per la presentazione di quella che è diventata a tutti gli effetti la diciassettesima partecipata della Regione. Erano infatti presenti la presidente della Regione Donatella Tesei, l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, il sindaco di Umbertide Luca Carizia, il direttore regionale della sanità Massimo D’Angelo, il direttore della Usl Umbria 1 Enrico Martelli, il presidente dell’Istituto Giuseppe Barberi, il presidente di Brugnoni Group Sanità Alberto Brugnoni e l’amministratore delegato dell’Istituto Clinico Tiberino, Alessio Brugnoni.
A benedire l’operazione il presidente delle commissione Sanità del Senato, Franco Zaffini. Presenti il presidente del Consiglio regionale, Marco Squarta, le consiglieri regionali Eleonora Pace e Manuela Puletti, membri dell’amministrazione umbertidese e del consiglio di amministrazione dell’Istituto.

A rendere noti il lavoro fatto, gli obiettivi per il presente e per il futuro è stata la governatrice Tesei: «E’ stata una delle questioni più difficili che mi sono trovata a gestire fin dall’inizio del nostro governo. L’Istituto è una eccellenza della nostra sanità. E’ stato avviato un percorso virtuoso che ha consentito di far passare il passivo da circa 1 milione di euro, dovuto soprattutto agli effetti della pandemia, a poco meno di 500mila euro. E’ stata effettuata una ricapitalizzazione dell’Istituto ed è stata avviata una nuova governance, con un nuovo statuto a nuovi soci per raggiungere scelte importanti».
Dalla presidente un report sui benefici già in essere: «Il nuovo piano industriale per il rilancio della ex Prosperius sta dando i suoi frutti. Abbiamo registrato un tasso occupazione di occupazione dei posti letto pari a 110 su 112. C’è una previsione del ritorno in utile che supera mezzo milione di euro. Rilanciamo una azienda fondamentale a livello regionale con 118 dipendenti, 15 infermieri stabilizzati recentemente ed è stato pubblicato il bando per l’assunzione di nuovi operatori socio sanitari. Abbiamo smesso di ricorrere alle agenzie interinali: costavano oltre 200mila euro all’anno».
Un ringraziamento da parte della presidente è arrivato a tutti coloro che si sono impegnati in un «percorso fatto insieme. Grazie alla sanità regionale, al sindaco Carizia e alla famiglia Brugnoni. E’ stato un lavoro che ha rimesso a posto situazione che perdurava da anni. Tutti uniti pensiamo al rilancio della ex Prosperius».

Il sindaco di Umbertide, Luca Carizia, dopo il sindaco un saluto a tutte le persone delle località colpite dal terremoto del 9 marzo, ha posto l’accento su come «sin da inizio di questa legislatura, nel 2018, abbiamo posto la massima attenzione sulla ex Prosperius, perché sappiamo cosa vuol dire per il nostro territorio. L’Istituto Clinico Tiberino è una eccellenza della sanità regionale e un fiore occhiello per Umbertide, perché qui vengono curate persone da tutta Italia. Ci sono 100 dipendenti di grande professionalità che ha vissuto momenti difficoltà a causa della pandemia. L’Istituto ha passato a causa della pandemia tre anni che hanno inciso sia sulla sua vita sanitaria e che dal punto di vista finanziaria. Con il presidente Barberi, il primo espressione del Comune di Umbertide, insieme alla Regione, alla Usl Umbria 1 e ai soci privati abbiamo portare avanti lavoro di sinergia che raggiunga obiettivi concreti come quello di rilanciare verso un futuro roseo questa realtà».
Dal primo cittadino umbertidese sono arrivate parole di riconoscenza verso gli altri soci pubblici e alla famiglia Brugnoni perché stanno credendo nel rilancio dell’Istituto: «Queste cose avvengono quando ci si guarda negli occhi per capire da che parte andare insieme».
Per l’assessore Coletto il traguardo raggiunto dà «una grande soddisfazione. Stiamo svoltando a 360 gradi. Se la pandemia ci avesse fatto lavorare saremo molto più avanti. Abbiamo trovato la Prosperius in una situazione difficile, ma è stato svolto grande lavoro con la presidente e tutte le forze di maggioranza. Abbiamo fatto tantissime riunioni per arrivare fino in fondo».

Coletto ha quindi rimandato al mittente le accuse fatte dal centrosinistra sullo spostamento della sanità regionale verso la privatizzazione: «Mi pare che sia invece l’esatto contrario. Oggi la maggioranza dell’Istituto Clinico Tiberino vede al 51% i soci pubblici. Prima di ciò il privato sfruttava pubblico per guadare. Finalmente l’azienda riparte. Lavoriamo con un socio privato molto attivo che lavora in prospettiva per garantire più prestazioni da dentro e fuori dell’Umbria e che dà una forte presenza sul mercato. Vogliamo rilanciare la sanità umbra che sta ripartendo alla grande. Dobbiamo quindi progettare e programmare per proseguire questo cammino di crescita».
Il progetto di rilancio della ex Prosperius viene visto più che positivamente dal direttore generale della sanità umbra, Massimo D’Angelo: «Sono contento per due motivi. In questa regione, a causa anche del Covid, c’è stato un impatto notevole verso la mobilità passiva rispetto alla chirurgia protesica e di conseguenza anche verso la rieducazione funzionale. Servono tasso di occupazione, turn over e presa in carico con un coordinamento di cure post intervento chirurgico. Questo consente una qualità prestazionale in termini di recupero funzionale da parte del paziente».
La parola è quindi passata ad Alberto Brugnoni, presidente della Brugnoni Group Sanità: «Abbiamo scelto fortemente questo progetto per vedere l’Istituto tornare ai livelli del passato. Nel 2022 siamo riusciti a recuperare un deficit di quasi 1 milione di euro. Ora è di solo circa 500mila euro. Porteremo presto i risultati in consiglio di amministrazione per certificare l’andamento trimestrale. E’ un orgoglio far parte di questa squadra. Attueremo presto uno sviluppo serio che comprenda la fase sanitaria e quella tecnologica».

Una innovazione che viene ribadita anche dall’amministratore delegato dell’Istituto Clinico Tiberino, Alessio Brugnoni: «Abbiamo molti progetti in cantiere e numerose iniziative che stiamo concordando. Il rilancio dell’Istituto è importante anche punto di vista tecnologico. Abbiamo trovato apparecchiature vecchie di dieci anni vecchi. Presto saremo a in Germania, a Dusseldorf, per prendere parte a una delle più importanti fiere del settore per poi programmare acquisizione di nuove tecnologie. Condividiamo sindacati tutte le strategie sul tavolo. C’è una profonda sinergia profonda con la Regione per l’abbattimento delle liste di attesa».
In conclusione le parole del senatore Franco Zaffini, presidente della commissione Sanità della Camera alta del Parlamento italiano: «La ex Prosperius ha ripreso il verso giusto e oggi arriva a compimento – ha detto Zaffini ricordando anche di essere stato uno dei primi, al tempo in Consiglio regionale, a chiedere lumi sulla situazione dell’Istituto – C’è un nuovo socio privato che ha il 49% ed è di minoranza. Oggi si ripristina la legalità e si stabilisce un modello che è quello della vera presa in carico dalla fase dell’acuzie fino alla riabilitazione. Si può mettere in campo un modello che si può attuare quando metteremo a terra la nuova programmazione regionale».
Nel nuovo piano sanitario regionale l’Istituto Clinico Tiberino sarà fortemente integrato con l’ospedale di Umbertide con la creazione di un reparto di chirurgia ortopedica che opererà in sinergia con la clinica ortopedica di Perugia.
La rivoluzione della sanità è cominciata. Ora serve solo portarla avanti.

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