Tic Festival: «Tutti gli eventi a ingresso libero, in arrivo un big del food»

L’intervista a Diego Ceccobelli, uno degli organizzatori dell’evento, il primo del genere in Italia

DI FRANCESCO PETRELLI

TERNI- Dal 14 al 16 aprile Terni ospiterà il primo Festival mai realizzato in Italia a tema influencer e creator, ossia il fenomeno comunicativo del momento. Come redazione di Umbria7 abbiamo raggiunto oggi Diego Ceccobelli, docente universitario alla Statale di Milano e uno degli organizzatori dell’evento.

Ciao Diego, dicci qualcosa di più sul Festival.

Da sognatore quale sono, questo per me, per noi, non è un Festival, è appunto un sogno. È il sogno di far sì che la nostra città torni ad essere un luogo nel quale costruirsi una famiglia, non dal quale partire con un biglietto di sola andata già a 19 anni. È il sogno di far sì che il nostro territorio diventi un’oasi di innovazione, sviluppo e cultura. È il sogno di far sì che, anche grazie a questo Festival, la nostra Terni sia sulla bocca e nella testa di tutte e tutti per quello che sappiamo benissimo in fondo lei essere: la città più bella del mondo popolata dalle persone più belle del mondo.

Come si trasforma un sogno in realtà?

Nel nostro caso, con due ingredienti fondamentali. Ossia in primis e soprattutto grazie alla presenza della Fondazione CARIT nel nostro territorio, che ha creduto con forza in questo progetto, mettendoci nelle condizioni di progettare e poi realizzare questo nostro sogno. Senza la Fondazione CARIT questo Festival non ci sarebbe mai stato. Poi c’è un secondo ingrediente che molto spesso come ternani tendiamo a sottostimare: l’amore viscerale che abbiamo per il nostro territorio. Alle spalle di questo Festival ci sono ternane e ternani che da mesi si spendono notte e giorno per realizzare questo sogno. Senza di loro, anche qui, questo sogno sarebbe rimasto tale. Senza il loro ricordarci tutti i giorni quanto sia bello e importante lottare per le proprie radici. Per onorarle e farle ripartire al meglio, questo sogno, ripeto, sarebbe rimasto tale.

Avete già fatto uscire i primi nomi, puoi svelarci altro?

Sui nomi no (sorride, ndr). Posso però comunicare che tutti i nostri eventi saranno completamente gratuiti. Questo per noi è un punto fondamentale. Conosciamo benissimo le difficoltà economiche che vive il nostro territorio e volevamo in ogni modo evitare che qualcuno potesse aver difficoltà nell’incontrare il proprio creator o influencer preferito per una questione di carattere economico. Anche da questo punto di vista, rinnovo i ringraziamenti alla Fondazione CARIT, che ci ha di fatto permesso di far sì che chiunque il 14-15-16 aprile potrà accedere gratuitamente a tutte le nostre proposte culturali.

E a livello di programma?

Il nostro Festival nasce per mettere la potenza comunicativa dei creator e degli influencer al servizio delle grandi sfide del nostro tempo, come la lotta ai cambiamenti climatici, l’empowerment femminile, l’inclusione di persone con disabilità, l’accesso per tutti e tutte alla psicoterapia, la lotta a ogni forma di odio e discriminazione. Chi parteciperà al nostro Festival entrerà a stretto contatto con la forza del cambiamento, che è appunto il sogno da cui nasce il nostro Festival: contribuire a cambiare in meglio il futuro della nostra città, del nostro territorio, della nostra regione, del nostro paese.

Terni, Umbria, Italia. Non vi ponete limiti.

Ci sono tante cose che mi stanno sinceramente emozionando in questi mesi di lavoro per il Festival. Ci sono ternani e ternane della nostra associazione che hanno lavorato per il Festival da un letto di ospedale 24 ore dopo aver ricevuto una non semplicissima diagnosi medica. Ci sono ragazze e ragazzi di Gubbio, Spoleto, Perugia, Umbertide, Città Di Castello, insomma, da tutta l’Umbria, che quando gli abbiamo presentato il progetto non hanno detto “no, Terni, non esiste”, bensì “idea bellissima, ci siamo!”. Idem volontari e volontarie dalla Lombardia, dalla Puglia, dalle Marche, dalla Campania… Insomma, da tutta Italia. Non c’è orgoglio più bello per noi nell’aver unito l’Umbria e il paese tutto grazie al TIC Festival.

Sui nomi proprio niente, niente?

In arrivo un altro big del food, ma io non vi ho detto niente.

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